Martedì, 28 Settembre 2021
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I sommergibili che affondarono davanti al Conero: la storia di “Ametista” e “Serpente”

I due sommergibili erano partiti da Ancona diretti in Puglia, dove non arrivarono mai

In seguito all’armistizio, il sommergibile della Regia Marina “Ametista” lasciò Fiume il 9 settembre del 1943 per dirigersi verso i porti del sud Italia facendo tappa ad Ancona l’11 settembre. Ripartì il giorno successivo dal porto dorico, rimorchiando un mini-sottomarino, con l’ordine di fare rotta verso Taranto (secondo altre fonti Brindisi) insieme a un altro sommergibile di nome “Serpente”. 

La "Nicole", storia del cargo affondato davanti a Numana

Nel pomeriggio del 12 settembre, a circa 6 miglia nord-est da Numana, l’”Ametista” fu affondato dal suo stesso equipaggio. Secondo alcune fonti la decisione fu presa dal comandante in seguito a un’avaria, secondo altri si trattò invece di un sacrificio per non consegnare il battello agli alleati. Altre ancora spiegano che l’autoaffondamento fu voluto per non far cadere il sommergibile in mano tedesche. Lo scafo si adagiò a circa 25 metri di profondità. I marinai, che avevano lasciato il battello a bordo di un gommone, vennero salvato da un peschereccio numanese e non ci furono vittime. Anche il “Serpente” si autoaffondò, con l’equipaggio salvato, anche in questo, caso dai pescatori della zona e sbarcato a Civitanova. I relitti furono recuperati negli anni ’50 e succssivamente demoliti nel porto di Ancona. 

L' “Ametista” aveva svolto in tutto 27 missioni di guerra, percorrendo 15.619 miglia in superficie e 3246 in immersione. Il “Serpente” svolse 29 missioni di guerra (oltre alle 105 addestrative), per complessive 11.731 miglia di navigazione in superficie e 2708 in immersione. Al largo di Numana si trova anche il relitto della petroliera "Nicole". 
 

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