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Da Torino a Cupramontana: 660 chilometri per incontrare la nonna, ma dietro un cancello

Da 150 giorni nonna A. non può uscire dalla Casa di riposo di Cupramontana. È costretta a vedere i suoi nipoti, che sono venuti a trovarla da Torino, da un cancello. A differenza di altri utenti di Case di Riposo (Apiro, Montecarotto, Sfaffolo) che possono uscire o ricevere liberamente visite in giardino, la struttura di Cupramontana prevede solo una visita al chiuso a settimana della durata di venti minuti. Nonna A. risente ormai di questa situazione di prigionia e vorrebbe tornare alla normalità fatta di un giro in paese, di visite alle persone care che abitano a Cupramontana, dalla possibilità di pregare sulla tomba del suo amato marito. È ora che ci si assuma la responsabilità di far uscire nonna A., un passo che segnerebbe anche per queste persone un ritorno alla normalità che tutti ormai stiamo invocando, sempre con le dovute precauzioni. A tal proposito, anche il garante delle persone private della libertà si è pronunciato per sollecitare le Regioni ad una riapertura di queste strutture. Ci auguriamo che la cittadinanza si attivi perché tutti i nonni come nonna A. possano in sicurezza tornare a vedere i propri cari e riprendere la loro normalità.

Patrizia Neri

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