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Mercoledì, 29 Giugno 2022
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Anima storica, vestito e menù nuovi: riapre il ristorante Andreina

Chef Errico Recanati torna alle sue braci, accogliendo gli ospiti in uno scenario rinnovato e dove l’immutato è  rappresentato dal fuoco e da dallo spirito familiare

LORETO – Oggi riapre il Ristorante Andreina e il suo chef Errico Recanati torna alle sue braci, accogliendo gli ospiti in uno scenario rinnovato e dove l’immutato è  rappresentato dal fuoco e da quell’esprit familiare che – anche nel nuovo progetto di restyling – si è voluto mantenere.  Quell’istinto innato di Recanati votato all’innovazione e alla sperimentazione - come da anni la  sua cucina ci ha fatto capire – lo ha portato ad iniziare un importante percorso di ristrutturazione  del ristorante iniziato lo scorso 21 febbraio. Nella sua visione di cucina avanguardista, anche Andreina doveva stare a questo passo e così, grazie all’Architetto Giacomo Ortenzi dello Studio  “Ossigeno”, è stato messo a punto il progetto dando come parola chiave all’intero concept il  sostantivo “accoglienza”. «Non è stato semplice decidere di rinnovare profondamente questo luogo che è stata la mia culla  gastronomica e l’epicentro della mia vita familiare, soprattutto considerando le criticità che il  nostro settore ha vissuto nei mesi passati, ma io e la mia famiglia abbiamo deciso di procedere verso  il nostro futuro, che immaginiamo sempre stimolante e a cui vogliamo dare fiducia» commenta  Errico Recanati. 

La storia

Il 1 giugno 2022 è la pietra miliare del nuovo inizio del Ristorante Andreina di Loreto, fondato nel  1959.  Due gli aspetti principali che hanno definito il concept: la luce, puntata su ogni tavolo con  proiettori a scomparsa per omaggiare ogni postazione in modo teatrale e i materiali, come il  legno e la calce, quei materiali della tradizione marchigiana espressi però in maniera inedita e  contemporanea.   Il legno utilizzato definisce il concetto di spazio per le travi dei soffitti e dogato per i pavimenti  scuri, volutamente “scricchiolanti” per non perdere quell’indissolubile legame con il passato.  Passato che si evince anche nelle singole sale dove i vecchi camini e i muri in pietra valorizzano l’antitesi con il nuovo interior e i nuovi arredi.  

Anche le cromie giocano un ruolo importante, come il rosso Ercolano scelto per le due pareti  principali a fare da contrasto e a richiamare fortemente l’elemento massimo di Andreina, il  fuoco, la brace. Quest’ultima glorificata nel nuovo contesto grazie ad un grande tavolo  antistante per amplificare l’esperienza della cucina tra gusto, olfatto e vista. Grande avanguardia ed efficienza anche nel restyling della cucina. Non ultimo anche un elemento altrettanto importante per Recanati: il rispetto ecologico. Tutti i  materiali utilizzati nel progetto, infatti, sono naturali e certificati in bioarchitettura per tutelare l’ambiente e la salute degli ospiti e dei collaboratori. 

Nuovo menù

Il nuovo inizio è accompagnato anche dal nuovo menu nel quale il fumo si fa ingrediente sopra  le braci e grande enfasi al vegetale. Essenzialmente una sospensione colloidale, esattamente  come il fumo delle sue braci che ora diventa componente delle ricette e abbandona l’accezione  di passaggio di cottura. La parte aromatica dei carboni ardenti si eleva per esaltare il sapore di  ogni singolo elemento e per stimolare il palato verso nuovi scenari. Lo chef stellato del Ristorante Andreina, conduce nella nuova stagione con un menu più  armonioso e sorprendente, come la natura che esplode di colori e profumi. Si abbandonano i  fondi bruni delle carni per lasciare che siano i vegetali i protagonisti delle salse di cottura, come  quella al carciofo cotto per 12 ore. E proprio l’ingrediente vegetale sarà il grande cerimoniere  della nuova carta che, grazie all’impronta unica del fumo delle braci sapientemente calibrato  dall’esperienza di Errico Recanati, saprà esaltare ciò che verdura e frutta di stagione sanno offrire  anche nelle portate principali. Complice anche l’orto che lo chef sta implementando nel giardino  esterno che circonda il suo ristorante per una materia prima direttamente selezionata e coltivata  da lui. 

Ortaggi di stagione, aromi e spezie andranno a sorprendere l’olfatto e i palati. La parte sublime  della sperimentazione, che fa parte della genesi dello chef marchigiano, spalanca le porte del  nuovo menu anche alle ostriche italiane che così trovano spazio nella cottura alla brace e  nell’affumicatura. Interesse focalizzato anche sulle paste corte come il pacchero e la mezza  manica. 
Sperimentazione sì e anche conferme perché non si dimenticano le tradizioni di carne come il  piccione e il maialino. Lo stesso Errico Recanati afferma da sempre che la tradizione la ama e  non la dimentica, semplicemente la rivisita, la attualizza, e un po' piacevolmente la provoca per  sorprendere sempre quel senso chiamato gusto. Non mancheranno neanche alcune sue firme inconfondibili come l’amatissima Cacio ai 7 Pepi.
 

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