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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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L’omaggio alla diva è un “lusso" per pochi: «Così nacque il murales di Monica Vitti»

Non più visitabile da vicino, se non in barca, il murales di Monica Vitti al Porto Antico è diventato uno dei simboli della città. William Vecchietti, direttore artistico di AnconaCrea racconta la sua genesi

Oggi è visibile solo con il binocolo, il punto ideale è il Duomo. Il murales di Monica Vitti, realizzato dallo street artist molisano "Icks" e da Anconacrea, ha fatto della Lanterna Rossa un luogo cult (GUARDA IL VIDEO). Dipinto nel 2016, il murales è un omaggio alla scena finale del film "La ragazza con la pistola" del 1968 (regia di Mario Monicelli). William Vecchietti, direttore artistico di AnconaCrea racconta come è nata quell'opera, oggi visibile quasi solo da chi ci passa davanti in barca. «Sapevamo che sarebbe sparito in un certo senso. Spostarlo? Non avrebbe senso». 

«L’idea mi è venuta dopo un incontro sul cinema fatto dal professor Antonio Lucarini alla Mole- racconta Vecchietti- per problemi economici o tecnici quella scena non fu girata in Inghilterra come previsto, ma qui ad Ancona. Quando l’ho scoperto ho deciso di creare un omaggio a Monica Vitti. L’ha realizzata "Icks", un artista molisano, io ho scelto le immagini poi ne abbiamo selezionata una. Lui ci ha lavorato diversi mesi. è stato un lavoro di stencil, quindi ha dovuto disegnare e ritagliare i pezzi. Lo abbiamo aiutato noi di AnconaCrea, eravamo in tre in quella primavera del 2016. Credo che in Italia sia uno degli omaggi più grandi per la diva». 

Dopo l’interdizione del passaggio verso la Lanterna Rossa per motivi di sicurezza, il murales è visibile solo dalle navi o con i binocoli. Il Duomo è la posizione ideale: «Mi stupisco che ancora sia lì, sapevamo che non sarebbe durata molto- continua Vecchietti- c’è anche il progetto di allargare l’entrata del porto e chissà come finirà. Chi prende la nave ci passa davanti, gli anconetani hanno fortunatamente già avuto modo di visitarlo. Se il problema è la sicurezza non ci possiamo fare nulla. Fa male? Sì, come fa male quando sparisce un’opera, vedi anche i silos- conclude l'artista- toglierla da lì e riposizionarla sarebbe anche fattibile, ma con costi enormi e poi non avrebbe senso toglierla da dov’è, perché lì è stata girata la scena. Perderebbe anche di poesia». 
 

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