Quando il proverbio nasce in corsia: «Qua non ce salva manco Bombi!»

Uno dei modi di dire più diffusi ad Ancona nasce da una prestigiosa figura storica. Esiste anche nella versione: «E chi sei, Bombi?». Ecco perché si dice così

Il detto si basa su un aneddoto storico. Quando fu fondato l’ospedale Umberto Primo, nella prima metà del ‘900, c’era un reparto che si distingueva per qualità su tutti gli altri: quello di chirurgia. Era diretto da prestigiosi primari tra cui il professor Giulio Bombi, ritenuto un chirurgo dalle mani d’oro. Praticamente un Dottor House anconetano.

Bombi, in sala operatoria, riusciva quasi a fare miracoli tanto da guadagnarsi nel corso degli anni delle espressioni a lui dedicate, che ad Ancona vengono tutt’ora tirate fuori in situazioni di emergenza. Ce ne sono due. La prima è: «E chi sei, Bombi?», come per dire: «Davvero pensi di essere così bravo?». L’altra è un’esclamazione tutt’altro che rassicurante: «Qua non ce salva manco Bombi!», la cui esegesi è superflua. 


 

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