social

Matteo "Florilegio", esoterismo e poesia in musica: «Canto i tarocchi, ma parlo di me»

Il nuovo singolo "Gonna" è una sfida: «E' un brano cresciuto con me, ma decisamente anticonvenzionale per il mercato discografico»

Matteo Polonara è sempre lui e continua a fare musica insieme al suo storico gruppo Mataara Trio. Con gli ultimi due brani però l’artista anconetano, bolognese di adozione, ha deciso di dare un taglio netto al passato. Dietro al nuovo nome, “Florilegio”, c’è una varietà di arti, concetti ed esperienze. Con “Tende” ad aprile e “Gonna”, uscito il 9 luglio scorso, Matteo ha deciso di dare al pubblico tutto sé stesso. «I miei testi nascono come poesia, poi alcuni decidono di diventare canzoni e aggiungo la musica solo dopo. In “Gonna” c’è una parte recitata, come in molti live, ed ecco anche l’influenza teatrale - racconta Matteo- nei miei lavori adesso c’è anche molto simbolismo ed esoterismo. Questa passione per l’occulto e il magico l’ho sempre avuta, ora ho solo deciso di raccontarla. “Tende” e “Gonna” sono i miei primi due tarocchi, la copertina su Spotify dei brani è proprio un’immagine disegnata dentro una carta. Se questo può creare diffidenza? La gente verso di me è diffidente anche solo perché indosso lo smalto, se non posso esprimere me stesso non ha senso fare una cosa». Musicista esoterico? «No, preferisco definirmi “psichedelico”, metto in musica ciò che sono e ciò che provo». “Florilegio” è più di un cambio di nome: «Ho sentito questa parola dal professore di storia del teatro al Dams, fa riferimento ai canovacci che gli attori del ‘500 usavano per costruire un personaggio: prendevano varie battute, diverse mimiche facciali e tramite le rappresentazioni di altri formavano la loro performance. Io con la musica ho deciso di fare la stessa cosa, ogni canzone è un pezzo che stacco da me e decido di lanciare al mondo- racconta Matteo- il cambio di nome è poi dovuto anche a motivi pubblicitari, il mio e quello dei Mataara Trio era troppo lungo, poi si concilia bene con il fatto che suono anche in altre band». 

Gonna 

«Per via della parte recitata possiamo dire che è un pezzo teatrale, due canzoni in una- spiega Matteo- parte in un modo e finisce in un altro, è un dialogo tra due parti di me. Io odio il caldo estate e la canzone racconta proprio questo». Non ingannino le prime battute, che con “Gonna, pesca di luglio, ho seguito stupidamente il tuo svolazzare” sembrano raccontare con frivolezza una felicità estiva. Con il passare delle note, testo e mood diventano decisamente più riflessivi, fino a trasformarsi in un monologo teatrale struggente». Matteo spiega che la canzone è stata composta nel 2017: «E’la mia carta dei tarocchi rimasta nascosta, è cresciuta con me ed è uno dei pezzi a cui tengo di più. Ci ho messo tanto a pubblicarla perché è una scommessa per il mercato discografico, dura quasi 6 minuti (contro i convenzionali 3) ma è fuori standard anche per via della parte recitata. Racconta di un periodo in cui ero bloccato, non trovavo la via di uscita in un momento difficile». 

«Ora la mia “terza carta”»

«Se “Tende” e “Gonna” sono i miei primi due tarocchi, ne sta per arrivare un terzo. In autunno sarà pronto un nuovo singolo- conclude Matteo- poi da agosto conto di fare un giro anche nelle mie Marche, perché manco da un po’ di tempo». 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Matteo "Florilegio", esoterismo e poesia in musica: «Canto i tarocchi, ma parlo di me»

AnconaToday è in caricamento