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Fabrizio, un fotografo "on the road" sul camper fai da te

Fabrizio Redaelli, grafico e fotografo anconetano, sta ricostruendo un camper da zero dopo un brutto incidente nel 2018. Il progetto "4 ruote e una capanna", già attivo sui social, lo porterà a raccontare l'Italia in tour

ANCONA - Davanti a una fila di abitazioni, in zona Brecce Bianche, c’è un camper in sosta. Cabina rossa, il resto color legno. Dentro c’è un uomo che lavora, ma quella non è una semplice manutenzione. Fabrizio Redaelli, grafico e fotografo anconetano, lo sta ricostruendo praticamente da zero dopo un brutto incidente nel 2018. Un lavoro fai-da-te, sia nella manodopera che nel portafogli. Dentro, sta prendendo forma una piccola baita su quattro ruote che forse dalla prossima estate girerà l’Italia per raccontare le meraviglie del bel paese via social. Grandi città? Soprattutto luoghi meno conosciuti: «Sicuramente i borghi delle Marche che neppure io conosco- spiega- poi l'Italia e chissà, magari anche oltre». Il camper si chiama Lumy, diminutivo di “lumacone”, perché in fondo il concetto è quello dell’esperienza e del godimento slow. I viaggi saranno documentati nei canali Youtube, Instagram e Facebook “4 ruote e una capanna”. Tutte pagine già attive, dove Fabrizio sta documentando passo dopo passo le fasi della ricostruzione di Lumy. 

Un lavoro personale

In questa fase Fabrizio sta predisponendo l’impianto elettrico. Ha già risolto i problemi di infiltrazione di cui neppure si sarebbe accorto se non avesse smontato la vecchia versione di Lumy. La domanda che gli fanno più spesso è: “ma perché non compri un camper nuovo?”. «Non esiste- risponde Fabrizio- è anche un lavoro step by step anche psicologico, dove ti scontri con delle cose che non sai fare e andando avanti con le tue mani ti trovi a dover superare delle difficoltà. Se una cosa non so farla chiedo ai professionisti, ma ci sono momenti in cui mi blocco ed è lì che mi concentro sul problema e cerco di superare il mio limite». Un lavoro talmente intimo al punto che Fabrizio si è trovato in difficoltà quando qualcuno si è proposto per aiutarlo: «Non è che non voglio aiuto, è che non saprei cosa far dare a un’altra persona». Ecco quindi Fabrizio che infila i guanti, sagoma tavole di abete, maneggia perline come fossero cristalli, inumidisce il legno per aprire i pori e passa l’impregnante color noce antico per ricreare l’effetto baita. Con la spugna disegna cerchi sulla superfice per intensificare il colore. Poi monta il pannello su una parete interna del camper: se ha preso male le misure è li che «sono dolori». 

Fabrizio Redaelli e il camper fai-da-te

«Da una situazione negativa nascono opportunità»

A bordo di Lumy, su quella che tra pochi giorni sarà seduta, ci sono dei volantini. Il titolo è “Come un incidente e un camper distrutto hanno cambiato la mia vita. Quel titolo diventa una domanda. «Da un evento negativo come un incidente possono nascere tante situazioni positive- spiega Fabrizio- la mia vita è di fatto cambiata, perché grazie a quell'incidente ho avuto modo di conoscere molte persone e partecipo a saloni dedicati al camper sia con lo stand di “4 ruote e una capanna” che con quelli delle ditte con le quali collaboro. Il canale Youtube sta avendo molte visualizzazioni. Insomma, se prima la mia attività era solo quella di grafico e fotografo, ora sto cercando di direzionare la mia vita verso tour, documentari, riprese e racconto sui social» ha spiegato Fabrizio».

Fabrizio Redaelli: «Come rinasce il mio camper» | VIDEO 


 

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