Il pioniere della Formula 1 che incantò anche Lucio Dalla: la storia di Luigi Fagioli

Dalla passione per le moto all'esordio nel primo mondiale di Formula Uno. Luigi Fagioli ha contribuito a scrivere pagine di storia dei motori

Luigi Fagioli

Il campionato del mondo di Formula uno è alle porte, coronavirus permettendo. Se il futuro prossimo è tutto in forse, il passato è già scritto con inchiostro indelebile. E nel passato dell’automobilismo spicca anche il nome di Luigi Fagioli. 

Il pilota osimano (1898-1952) iniziò a correre in moto, ma in seguito a un incidente decise di passare alle quattro ruote. Ecco dunque il debutto al volante di una Samson con il primo successo, nel 1926, nel Gran Premio Perugino del Turismo. Ulteriori successi arrivarono in Maserati e nel ’32 arrivò la chiamata di Enzo Ferrari. Fagioli passò al “cavallino” e alla guida dell’Alfa P3 conquistò il titolo di campione italiano. Nel ’34 si spostò dalla rivale Mercedes: in tre anni vince la Coppa Acerbo, il Gp d’Italia, il Gp di Spagna, Gp di Monaco, Berlino e Barcellona. Nel ’35 Fagioli si laureò vicecampione d’Europa Grand Prix. 

Nel dopoguerra, dopo la sospensione dei campionati, tornò alle competizioni alla guida di una Fiat Monaci e di una Osca 1100 con la quale, tra gli altri risultati positivi, salì sul podio della Mille Miglia. Nel 1950 Fagioli prese parte al primo campionato di F1 della storia, a bordo di una delle tre Alfa 158 e dividendo il team con Nino Farina e “el cabezon” Juan Manuel Fangio. Le auto, a fine stagione, si piazzarono nei primi tre posti (Fagioli terzo dietro Fangio e Farina). Nel ’52 fu autore di una spettacolare gara alla Milla Miglia al volante di una Lancia (successo e terzo posto assoluto). Il 31 maggio dello stesso anno segnà la tragedia, con l’incidente durante le prove ufficiali del Gp di Monaco per vetture GT. Fagioli morì dopo neppure un mese in conseguenza delle gravi ferite. In suo onore a Osimo si disputarono, tra il 1953 e il 1966, le edizioni della cronoscalata “Luifi Fagioli”. Dal 1966 a Gubbio si corre il Trofeo Fagioli, valido per il campionato italiano di velocità montagna. 

Il campione è citato anche nella canzone che Lucio Dalla dedicò al mito Tazio Nuvolari: 

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«Ma Nuvolari rinasce come rinasce il ramarro. Batte Varzi Campari, Borzacchini e Fagioli, Brilliperi e Ascari» (Lucio dalla - "Nuvolari")

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