Scuola

Bimba immunodepressa in aula con non vaccinati: la soluzione c'è ma non piace

La bambina risultava inserita nella stessa classe nella quale c’erano due bambini non vaccinati. La soluzione della dirigenza scolastica però non piace agli altri genitori

Era destinata a una specifica classe insieme ad altri 14 bambini ma lei, immunodepressa, si sarebbe trovata nella stessa aula di due alunni non vaccinati. La dirigenza dell’istituto ha deciso quindi di dividere la classe in due sezioni da sette bambini, una soluzione che non è piaciuta ad alcuni genitori. 

La vicenda ha avuto luogo a Fossombrone e riguarda l’Istituto Comprensivo locale. Oggi i bambini hanno iniziato l’avventura delle elementari e tra loro c’era proprio lei, Chiara (nome di fantasia) resa immunodepressa a causa di una rara malattia che non rendeva possibile la somministrazione del vaccino. Avrebbe condiviso l’aula con due bimbi non vaccinati, i genitori hanno quindi chiesto e ottenuto un incontro con la dirigenza d’istituto. Due soluzioni disponibili: lo spostamento dei due compagni di classe in un altro plesso, chiesta dalla madre e dal padre della piccola, o lo spostamento della bimba in un altro istituto. Il giorno prima dell’inizio delle lezioni però si è aperta la terza via: la dirigente ha deciso di dividere la classe in due aule da 7, così da separare la bimba immunodepressa dai compagni non vaccinati. Soluzione che però non è stata ben digerita da alcuni genitori perché richiede lo spostamento di un’intera classe, la quinta elementare, nella palestra anche se debitamente adattata per le lezioni. 

E’ stato il consigliere regionale Gianluca Busilacchi, contattato dai genitori della bambina, a riportare la vicenda sulla propria pagina Facebook: “Mi impegno con loro a lavorare sulla cosa contattando chi di dovere e portando il caso in consiglio regionale. Ma fortunatamente non serve, perché, probabilmente anche grazie alle pressioni prodotte dalle prime telefonate, l’istituto scolastico decide ieri (la scuola a Fossombrone inizia oggi) di scindere in due la già piccola classe in cui era stata iscritta Chiara, che quindi potrà da oggi imparare in un ambiente sicuro per la sua salute”- ha scritto Busilacchi- al contempo sono triste e preoccupato perché al risultato finale si è comunque arrivati dopo una piccola battaglia e non, come sarebbe dovuto invece avvenire in un paese normale, per una condotta rigorosa di chi avrebbe dovuto mandare in un altro plesso i bambini non vaccinati, che dunque non hanno rispettato un obbligo di legge mettendo in pericolo la salute di altri bambini. Segno di una subalternità culturale preoccupante e di una sostanziale incapacità di imporre il rispetto delle giuste norme a tutela di chi e’ più debole. C’è molto da lavorare amici, in questo strano paese. Ma non molleremo nemmeno di un centimetro. Per Chiara e per i bimbi come lei”. 
 

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