Bimbi disabili senza insegnanti, la protesta dei genitori scende in piazza

Manifestazione davanti all'Ufficio scolastico regionale per garantire la scuola "speciale" al Bignamini di Falconara. Le rassicurazioni del provveditore

Le lezioni scolastiche per alunni portatori di handicap a rischio per assenza di personale, la protesta della mamme arriva alle porte dell'Ufficio scolastico regionale. La mattina di giovedì 20 settembre saranno ad Ancona più agguerrite che mai le mamme degli alunni che frequentano la scuola speciale annessa all'Istituto Bignamini di Falconara. Formalmente si tratta di classi della scuola media Giulio Cesare che però, per via delle gravi disabilità cui sono affetti gli alunni, erano ospitati nella scuola annessa al Bignamini. «Ci troviamo con 12 insegnanti per 22 bambini» denunciano le mamme. Sempre secondo le mamme il direttore dell'Usr avrebbe fatto capire che per il prossimo anno scolastico gli alunni con gravi disabilità andranno inseriti in classi normali o, se il medico lo certifica, tenuti a casa. La rabbia è tanta. Una protesta che, per ora, ha incassato il sostegno del presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo, del vicesindaco di Falconara Yasmin Al Diry e dell'ex preside dell'Istituto comprensivo Centro, Franca Emett. 

Dall'Usr arrivano rassicurazioni sul fatto che gli alunni «fruiranno anche per l'anno scolastico 2018/2019 del possibile miglior servizio didattico da parte della scuola , anche con sede di erogazione presso l’Istituto Bignamini di Falconara della Fondazione Don Gnocchi, in considerazione della speciale assistenza necessaria agli stessi, che non può essere fornita dall’Istituto comprensivo nella sede fornita dall’ Amministrazione Comunale (via della Repubblica, ndr), ma sarà resa dalla stessa Fondazione, d’intesa con le famiglie, gli enti locali competenti per l’assistenza ed il medesimo Istituto compresivo». Per quanto riguarda gli insegnanti si sta procedendo in questi giorni all'assunzione a tempo determinato del personale docente e di sostegno. «La scuola è invece ancora in attesa di riscontro – fanno notare dall'Usr - da parte degli enti locali competenti secondo la residenza degli allievi, alla richiesta della messa a disposizione degli indispensabili assistenti educatori, d’intesa con le rispettive famiglie. Non si nasconde infine che resta sullo sfondo l’opportunità dell’approfondimento su un piano generale e quindi nelle sedi competenti, della tematica legata alla fruizione di un servizio scolastico da parte degli allievi che per proprie particolare ragioni non possono frequentare ordinariamente le sedi scolastiche».

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