Scuola

Orari incerti e pianificazione assente, la protesta di mamma Chiara: «Cosa imparano i nostri figli?»

Questa mamma lavoratrice ha due bambini che vanno rispettivamente in quinta elementare e in prima media. Racconta di un avvio scolastico a dir poco difficoltoso

«La scuola è ricominciata ma l'organizzazione è un caos. Non sappiamo quando entrano ed escono i nostri figli, non ci sono le aule e mancano gli insegnanti: non lo dico per lamentarmi, sia chiaro, ma da sostenitrice della buona scuola e della cultura è giusto evidenziare il fatto che non ci sia la minima oganizzazione all'interno di certi istituti scolastici pubblici». A parlare è Chiara, ingegnere a capo di due società ma anche una mamma come tante, che deve affrontare i problemi della quotidianità con due figli di dieci e undici anni. «Ci reputiamo fortunati in famiglia - prosegue - abbiamo i nonni che ci aiutano e possiamo permetterci di gestire il tempo e gli orari lavorativi ma non per tutti è così. Non è giusto sempre e solo gioire delle proprie fortune, siamo una collettività e quello che sta succedendo nelle scuole dei nostri figli è sconvolgente».

La mamma, milanese di origine ma ad Ancona da tanti anni, parla con dispiacere di un avvio scolastico a dir poco difficoltoso: «Mio figlio va alle scuole medie e ieri ho chiamato in segreteria per sapere quando sarebbe uscito, visto che non abbiamo ancora orari definitivi. Mi hanno risposto che non sapevano dirmelo con certezza e che avrei dovuto aggiornare di tanto in tanto il sito per avere aggiornamenti. Ma questo è solo uno dei tanti problemi. L'altro bambino in quinta elementare non ha ancora l'insegnate di matematica e non si sa quando potrà iniziare. Io da persona con una cultura scientifica rimango sconcertata. Potrei permettermi anche di pagare una professoressa di sostegno, ma perchè farlo quando c'è un sistema pubblico e dei dirigenti scolastici pagati per fare un certo tipo di lavoro e per assumersi determinate responsabilità. Sono oneri e onori di questo mestiere».

Chiara pochi giorni fa aveva espresso il suo rammarico per questa situazione attraverso una lettera inviata ad Ancona Today. Da alcuni degli stralci riportati qui sotto si può intuire quanta amarezza ci sia nel trovarsi immersi in un sistema scolastico di questo tipo: 

Abbiamo atteso dagli Istituti le indicazioni ufficiali da seguire per iniziare le regolari lezioni e anche per fronteggiare al meglio la pandemia. Ma le uniche supposizioni ricevute sono state nelle chat di noi poveri genitori lasciati allo sbando. In particolare per quanto riguarda le elementari dobbiamo ringraziare la solerte rappresentante di classe che impegnandosi ha saputo darci alcune informazioni importanti. Vogliamo decidere le ore di permesso dal lavoro e non sottrarle in modo casuale. Vogliamo fare affidamento ai nonni collaborando e non avvisandoli all'ultimo (avendo ,sì in questo caso, la fortuna di avere i nonni disponibili).


Siamo rimasti ulteriormente di stucco quando abbiamo saputo che nostro figlio è stato tutta la mattina a scuola ma senza aula. Ovviamente lui da bravo bambino si è divertito molto tuttavia sapere il motivo ci ha lasciati perplessi. 

Riteniamo che l'istruzione debba essere il pilastro portante di ogni società evoluta e che debba essere coltivata appieno. Il tempo dedicato alla buona cultura non è mai abbastanza e deve essere sfruttato. I giovani con una profonda formazione raggiungeranno risultati rilevanti e diventeranno persone competenti e sicure di sé grazie al loro bagaglio culturale; noi genitori con la certezza di un sistema-scuola performante potremmo dedicare le energie alla famiglia e al lavoro generando nel presente benessere. Con la serenità è tutto più facile ed agevole e noi ieri sera eravamo molto stanchi.

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