Caso Bignamini: «Vergogna, i nostri angeli meritano rispetto»

Ufficio scolastico regionale “accerchiato” nel giorno della protesta. Le mamme temono la chiusura, sostengo da politica e sindacati

Chiedono rispetto per i propri figli, il diritto di far loro ricevere un’istruzione e un’adeguata assistenza medica. Scuola e salute. Diritti si dovrebbero dare per scontati ma che le mamme dei bambini disabili che frequentano la scuola all’interno dell’istituto Bignamini di Falconara temono siano messi in discussione. Per questo si sono incontrate questa mattina in via XXV Aprile, sede dell’Ufficio scolastico regionale. Al loro fianco i sindacati (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal) ma anche la politica: il vicesindaco di Falconara Yasmin Al Diry, la consigliera regionale 5 Stelle Romina Pergolesi e Diego Urbisaglia, consigliere comunale di Ancona che proprio nel consiglio di due giorni fa ha sollecitato la giunta dorica di scendere in campo in favore del presidio. Che pur con sede a Falconara è aperto a casi di disabilità gravi e gravissime che arrivano da tutta la regione. Ancona scriverà all’Usr. Un caso nato quando le mamme, lunedì, hanno scoperto la presenza in organico di appena 6 insegnanti a fronte di 26 alunni divisi tra scuola dell’infanzia e primaria. Con orario dalle 9 alle 14 anziché fino alle 16 e la paura che questo sia l’ultimo anno prima della chiusura. Il rapporto dovrebbe essere 1 a 1. Lo scorso anno gli insegnanti erano 17. «Ci è stato detto dal direttore regionale dell’Usr, Marco Ugo Filisetti, che l’intenzione è quella di chiudere perché le scuole speciali non sono previste dalla legge e che se un bambino non è scolarizzabile, dietro certificato medico, può restare a casa - sbotta una mamma - oppure sedere inserito in una classe con tutti gli altri». Altri insegnanti dovrebbero andare ad aumentare l’organico.

Si parla di 11 docenti per la primaria e di 4 per l’infanzia ma il nero su bianco ancora non c’è e, per altro, le nomine sono ritardo. Polizia e vigili al presidio ma più per prassi che per reale esigenza. I genitori intonano canti, esibiscono striscioni. Composti, attendono che una delegazione termini l’incontro con Luca Galeazzi, direttore dell’Ufficio scolastico provinciale. Fumata bianca. Stando ai presenti, Galeazzi avrebbe tranquillizzato sul punto principale: il presidio del Bignamini non chiuderà ma convenzione non sarà più tra Ministero e Istituto ma direttamente tra scuola e Bignamini. Il timone però è ancora in mano al regionale Filisetti che sarà invece alle prese, nei prossimi giorni, con i sindacati (lunedì 25) e con la Al Diry (martedì 25). Per lunedì dovrebbero essere fatte le nomine di ulteriori docenti. Sempre i sindacati nei prossimi giorni incontreranno anche l’assessore regionale all’Istruzione Loretta Bravi, il presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo e il Garante dei minori Andrea Nobili. «C’è tutto il tempo per intervenire ma la questione poteva e doveva essere affrontata ben prima con tutti gli attori coinvolti, genitori per perimi» sbotta o le sigle sindacali. «Tutti questi nostri angeli sono in grado di imparare - dicono le mamme in lotta -  anche se la gravità delle loro condizioni impone il bisogno di cure e assistenza. Non è giusto farlo stare a casa, sono bambini che vanno tutelati».

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