Sanità, almeno 400 persone prenotate per visite ed esami

A rischio l’azzeramento delle liste d’attesa. Pupita (Anaao): «Disattesi gli accordi»

Giuseppe Pupita

Ci sono almeno 400 persone prenotate per visite ed esami nei prossimi 3 mesi rimandate a casa da Torrette e sarebbe a rischio l’azzeramento delle liste d’attesa. La denuncia arriva della segreteria aziendale di Anaao Assomed Marche per cui "la mancata certezza sui tempi per la liquidazione dei fondi concordati con medici e tecnici che hanno aderito al progetto finalizzato alla riduzione delle liste di attesa con prestazioni al di fuori dell’orario di lavoro, ha convinto coloro che avevano aderito al progetto proposto dall’Azienda Ospedali Riuniti da ottobre 2018 a marzo 2019 a ritirare la disponibilità alla proroga".

Il progetto era partito dall’attuazione della legge Balduzzi, attingendo al fondo sulle trattenute dalla libera professione intra moenia con una disponibilità prevista di circa 750 mila euro. Di questi solo prestazioni per circa 450 mila euro erano state calendarizzate a confermare la scarsa adesione, circa 10 reparti sui 70 operanti all’Azienda Ospedali Riuniti. Le lungaggini nella liquidazione ai dipendenti che hanno già offerto la loro prestazione extra orario ha portato alla sospensione dell’attività, e i pazienti che avevano prenotato le visite e gli esami all’Azienda Ospedali Riuniti hanno trovato quindi le porte chiuse.

Per Giuseppe Pupita, referente della segreteria aziendale di Anaao Assomed Marche per l’Azienda Ospedali Riuniti «non sono stati rispettati gli accordi sulla liquidazione delle prestazioni e l’adesione già tiepida dei colleghi, per lo più radiologi e cardiologi, ha raffreddato completamente ogni entusiasmo». Il rischio è che il progetto dell’azzeramento delle liste d’attesa subisca una brusca frenata. «Ai pazienti verrà comunicato che la prenotazione va rinviata con le conseguenze del caso per chi è in attesa di un esame o di un consulto” – insiste Pupita. “Siamo dispiaciuti ed amareggiati perché come Anaao Assomed Marche eravamo pronti a prorogare di altri 6 mesi e poi fino ad un anno questo progetto ma vederci prospettate liquidazioni a un anno per presunte lungaggini burocratiche non è accettabile».

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