Tumore al polmone: cure più mirate e veloci con CANTO

E’ stata creata un’unità multidisciplinare di esperti per affrontare le neoplasie toraciche. L’esperienza è dell’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti di Ancona che si arricchisce di una nuova best practice di trattamento personalizzato

Tempi più corti per curare il tumore al polmone grazie a CANTO, il team multidisciplinare di esperti specialisti che si preoccuperà di ogni singolo paziente attraverso un percorso di cura totalmente personalizzato. Accade agli Ospedali Riuniti di Ancona, che hanno appena presentato  nel corso di una conferenza stampa, la new entry specializzata nelle neoplasie polmonari. Alla presenza Michele Caporossi, Direttore Generale Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti Ancona, di Stefano Gasparini, Direttore Pneumologia Ospedali Riunti Ancona - Università Politecnica delle Marche, Rossana Berardi, Direttore Clinica Oncologica Università Politecnica delle Marche - Ospedali Riuniti di Ancona, Armando Sabbatini, Direttore Chirurgia Toracica Ospedali Riuniti Ancona e il dottor Majed.Refai, Gian Marco Giuseppetti Direttore Clinica Radiologica Università Politecnica delle Marche - Ospedali Riuniti di Ancona, Massimo Cardinali Direttore SOD Radioterapia Ospedali Riuniti di Ancona, Marcello D’Errico, Preside Facoltà Medicina Università Politecnica delle Marche, è stato illustrato il progetto CANTO (Centro di Accoglienza Neoplasie Toraciche) attivato appunto presso l’Azienda Ospedaliera regionale, ricalcando un modello di presa in carico del paziente che si è già rivelato vincente in altri ambiti oncologici come quello della mammella.  Si tratta in sostanza di un’unità di valutazione multidisciplinare che, in linea con le evidenze scientifiche, mostrano il miglioramento della prognosi nei pazienti oncologici polmonari trattati con un approccio multidisciplinare. Il progetto nasce in sinergia con l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, dove lo scorso anno è stato attivato il CAT, Centro Accoglienza Tumori Toracici.  

Nel concreto il paziente viene completamente preso in carico dalla struttura, il cui team si riunisce settimanalmente per discutere i casi clinici e definire l’iter diagnostico-terapeutico di ciascun degente.
Un approccio che consente di ridurre i tempi e di avviare la terapia entro 30 giorni dalla presa in carico. Pneumologia, Clinica Oncologica, Anatomia Patologica, Chirurgia Toracica, Radioterapia, Radiologia e Medicina Nucleare: è questo il “core team” del gruppo CANTO. La gestione del paziente con tumore al polmone è infatti molto complessa e richiede la cooperazione di più figure mediche esperte nelle diverse fasi della malattia. Non solo, il malato inquadrato nel suo percorso terapeutico si troverà anche nella condizione di essere sollevato da tutti quegli aspetti di cura e di burocrazia (prenotazioni, liste, ecc.) che rischierebbero di rendere ancora più pesante il suo stato.

CANTO” è un esempio di processo di “Ibridazione” e cioè di contaminazione tra diverse tecniche e culture della scienza medica finalizzate a mettere il paziente al centro dell’attenzione. “Questo progetto e il relativo PDTA si realizzano in contemporanea all’importante successo ottenuto dall’Azienda con la certificazione UNI EN ISO 9001:2015  e l’accordo storico tra gli Ospedali Riuniti di Ancona e l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano”, ha dichiarato il Direttore Generale degli Ospedali Riuniti Michele Caporossi, insistendo sul valore della A di CANTO, ovvero accoglienza, fattore determinante nel contesto del sistema sanitario nazionale dove  una delle principali questioni da risolvere è legata all’accessibilità.  

Il progetto CANTO, che mi onoro di coordinare, ha lo scopo di codificare e standardizzare l’aggregazione multispecialistica, identificando le modalità con cui il paziente sarà preso per mano sin dal suo ingresso nel nostro Ospedale, ricevendo nel suo percorso prestazioni diagnostiche e terapeutiche condivise da tutti gli operatori sanitari coinvolti, in accordo ai protocolli più recenti delle linee guida internazionali”, ha spiegato Stefano Gasparini, Direttore Pneumologia Ospedali Riunti Ancona - Università Politecnica delle Marche, il quale ha detto che il progetto CANTO, presentato ora, ha conosciuto anche una prima fase sperimentale dal 30

Dopo più di 40 anni, il trattamento di prima linea non è più solo la chemioterapia, ma prevede un approccio personalizzato con farmaci a bersaglio biomolecolare e immunoterapia. Con quest’ultima, in particolare, si è assistito  ad una riduzione del rischio di morte del 40% e ad una riduzione del rischio di progressione della malattia del 50% nei pazienti. A un anno dalla diagnosi il 70% dei pazienti trattati con pembrolizumab è vivo rispetto a circa il 50% di quelli trattati con chemioterapia”, ha detto Rossana Berardi Direttore Clinica Oncologica Università Politecnica delle Marche - Ospedali Riuniti di Ancona.  Il Preside della Facoltà di Medicina Marcello D’Errico ha poi sottolineato il ruolo svolo dallo screening che ha consentito  di ottenere risultati significativi specie con i fumatori sopra i 50 anni, lanciando l’allarme per l’aumentata incidenza della patologia sulle donne, anche e soprattutto a causa del fumo.

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In Italia sono oltre 373mila le nuove diagnosi di tumore stimate nel 2018 e la neoplasia polmonare è la prima causa di morte per tumore in entrambi i sessi e la terza neoplasia più frequente nella popolazione totale, dopo il cancro alla mammella e il tumore del colon-retto.  La diagnosi precoce è fondamentale per l’adozione di un adeguato approccio terapeutico, che può richiedere l’integrazione fra loro di diverse terapie: chemioterapia, radioterapia, immunoterapia e farmaci biologici. Questo tipo di neoplasia registra un modico calo nell’incidenza, passando dai  41.800 casi del 2017 ai 41.500 del 2018, mentre particolarmente significativa è l’aumento della sopravvivenza di chi deve affrontare la patologia tumorale:  oggi sono 3milioni e 400 mila circa le persone che vivono dopo la diagnosi quando nel 2006 erano appena 244mila. Un risultato, quest’ultimo, reso possibile proprio grazie ai notevoli progressi degli ultimi anni nella diagnosi precoce e nelle terapie mediche, che prevedono sempre più un’efficace percorso multidisciplinare integrato. Ma si può e si deve far di più, specie in termini di prevenzione, dove occorre agire con consapevolezza ancora più forte.

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