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Il nuovo sequenziatore NGS

Il nuovo sequenziatore NGS

Oncologia genetica, ecco la tecnologia NGS per scoprire i tumori a tempo di record

Il sequenziatore permette di eseguire un approfondito test e ottenere un quadro completo nel giro di poche ore. Sempre più persone chiedono i servizi dell'oncologia genetica

Nuovo macchinario e nuova tecnologia per scoprire le anomalie genetiche nell’ambito dell’oncologia. Si trova al quarto piano dell’Università Politecnica delle Marche all’interno del Centro di riferimento regionale, intitolato proprio questa mattina al suo fondatore Riccardo Cellerino, che offre informazioni e supporto a chi è, o ritiene di essere, a rischio di tumore ereditario. L’apparecchio è un sequenziatore acquistato con i 190.300 euro raccolti durante l’evento “Stelle per l’oncologia”, donati dal Rotary e da imprese private marchigiane. Lo strumento permette di eseguire un approfondito test genetico con tecnologia NGS (Next Generation Sequencing) e quindi di definire un quadro completo nel giro di poche ore. L’apparecchiatura permette di rispondere con maggior precisione e minor tempo all’aumento di persone che tra il 2015 e il 2017 ha chiesto l’accesso alle prestazioni di genetica oncologica, pari al +281%. Alla presentazione hanno partecipato il Rettore dell’Università Politecnica Sauro Longhi, il dg dell’azienda Ospedali Riuniti Michele Caporossi, il preside della facoltà di Medicina e Chirurgia Marcello D’Errico, il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli e l’assessore comunale alla salute Emma Capogrossi. Per la Regione Marche erano presenti il presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo e il presidente della IV commissione Salute, Fabrizio Volpini. La Fondazione Ospedali Runiti di Ancona era rappresentata dalla presidente Marisa Carnevali.

Un quadro completo in poche ore

A spiegare l’importanza della prevenzione e l’utilità del nuovo macchinario è stata la direttrice della Clinica Oncologica Rossana Berardi: “Il tumore di fatto è genetico nasce da una mutazione che nella maggior parte dei casi non è ereditaria- ha spiegato la Berardi- ma c’è la mutazione germinale, quella a carico delle cellule uovo e degli spermatozoi che possiamo ereditare e trasferire ai nostri figli. Queste mutazioni le valutiamo con il test genetico nel sangue o in altri liquidi biologici. Le mutazioni le stiamo cercando già da 15 anni, ma con la nuova tecnologia siamo in grado di riconoscerle in maniera più estesa, capillare, multiforme e veloce. Possiamo anche produrre una mole molto più grande di informazioni sul nostro patrimonio genetico”. Le istituzioni applaudono la solidarietà degli imprenditori. “Così si realizza una parte del progetto che ho fissato quando mi sono insediato 4 anni fa- ha spiegato il rettore Sauro Longhi- cioè quello di valorizzare l’eccellenza sulla prevenzione oncologica”. Per Il dg Michele Caporossi: “C’è un emblema forte, quello di passare dalla medicina che osserva il macro a quella che osserva il micro e questo è il futuro”. La raccolta fondi, secondo Valeria Mancinelli, è il perfetto esempio di integrazione “non solo tra pubblico e privato, ma tra singole persone e istituzioni”. 

La prevenzione a tavola

La prevenzione passa anche per la tavola e a spiegare come è stato lo chef stellato senigalliese Moreno Cedroni: “Privilegiare le farine integrali a basso indice glicemico e, se possibile, togliamo le doppio zero- ha spiegato Cedroni- dobbiamo ridurre anche gli zuccheri e il sale, bastano 10 grammi di meno al giorno per fare grandi cose. Togliamo il burro, privilegiamo l’olio extravergine e mangiamo molte verdure soprattutto crude”. 

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