Lunedì, 15 Luglio 2024
Salute

Manifestazione in difesa della sanità pubblica: «Né angeli né eroi ma professionisti che vogliono fare il loro lavoro»

Medici, veterinari, dirigenti sanitari, associazioni di cittadini e pazienti si sono mobilitati in difesa del Servizio sanitario nazionale

ANCONA – Al grido di “Salviamo la sanità pubblica”, medici, veterinari, dirigenti sanitari, associazioni di cittadini e pazienti si sono mobilitati in difesa del Servizio sanitario nazionale in tutta Italia. Ad Ancona, prima con un sit-in davanti all’ingresso dell’Ospedale Regionale di Torrette e poi in assemblea nell’Aula Totti, si sono ritrovati i professionisti di tutte le sigle sindacali con il supporto di molti rappresentanti di associazioni di cittadini e del mondo del volontariato. I referenti delle sigle intersindacali sono intervenuti argomentando le criticità che affliggono la sanità marchigiana: per AAROI-EMAC ha parlato Hossein Zahedi, per ANAAO ASSOMED MARCHE il segretario regionale Daniele Fumelli, per la Cgil Ketty Pesaresi, per CIMO-FESMED-ANPO-ASCOTI Luciano Moretti, per la Cisl Gabriele Brandoni, Per Fassid Antonio Angeletti, per Fvm Giulio Argalia, per Uil Fabio Benni. Inoltre, hanno animato il dibattito i referenti di molte associazioni e comitati dei cittadini come Adriana Celestini di IOM Ancona, Roberto Amici del Comitato Cittadini Inrca, Monia Mancini dell’Ass. Cittadinanza Attiva, Angela Ciaccafava Comitato Salviamo la Sanità Pubblica, Tiziana Paolini, paziente e sopravvissuta al Covid. "Per la prima volta oggi siamo tutti dalla stessa parte perché se crolla la sanità pubblica, crolla la salute e il welfare" – hanno detto i rappresentanti sindacali.

Nelle Marche le criticità sono la diminuzione del personale che è sempre più demotivato e tende ad andare e nel privato  perché le condizioni sono sempre più pericolose, sia dal punto di vista personale, perché si legge sempre più frequentemente che il concetto di malasanità ha portato a una aggressività verso i medici piuttosto che il concetto di mala organizzazione della sanità che complica lo svolgimento dell’attività oltre alla diminuzione del numero dei medici, delle risorse e della capacità di collegare, di fare rete, tra il territorio e le strutture ospedaliere. “Chiediamo – hanno detto i referenti sindacali - di riprendere un discorso ormai interrotto vent'anni fa, di alleanza, dove la salute dei cittadini sia al centro della politica sanitaria e non i numeri e non un conto da far portare”. Rifuggendo ogni possibilità di strumentalizzazione politica è stato chiarito che “questo non è un evento contro qualcuno ma è un’occasione per analizzare i tagli alla sanità e i dati di fatto che sono a disposizione di tutti gli osservatori. La sanità pubblica è un bene che copre tutti dal più povero al più ricco”. Dal tavolo dei relatori la richiesta anche ai media “di non parlare di angeli o di eroi, ma solo di dipendenti pubblici che fanno il loro lavoro e che, pur essendo stanchi e arrabbiati non sono rassegnati a cadere in quel burrone nel quale la sanità ha cominciato a cadere negli ultimi 20 anni”. “La salute – è stato ricordato - è il bene più prezioso; eppure, non è più sicura considerando le 12mila aggressioni registrate”. Il punto è che è ormai chiaro che non si possa avere l’ospedale sotto casa perché i medici e il personale non sono sufficienti per questo tipo di organizzazione. La richiesta è di stabilizzare il personale e completare gli organici con personale giovane ma facendolo rispettando l’attuale tetto di spesa è impossibile. La carenza di operatori sanitari attraversa tutta l’Italia senza distinzione tra Nord e Sud e infatti la mobilitazione è stata su gran parte del territorio nazionale. È in atto, da tempo, un processo di destrutturazione del Servizio Sanitario Nazionale pubblico che, di fatto, ha minato la sostenibilità, l’equità e l’accesso alle cure, rendendo marginale rispetto alle politiche nazionali un bene inalienabile come la salute degli italiani. In conclusione, le organizzazioni riunite nell’Intersindacale medica, che rappresenta oltre 120mila dirigenti medici, veterinari e sanitari, e le associazioni di cittadini e pazienti, chiedono a tutte le forze politiche un chiaro impegno in difesa del Ssn pubblico e universale. Hanno presenziato all’assemblea anche alcuni rappresentanti della politica locale e regionale a titolo personale.

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