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Lunedì, 27 Giugno 2022
Salute

Guardia medica, Saltamartini: «Il nuovo accordo lancia il modello Marche»

La Regione Marche prevede più risorse per attirare nuovi medici e un nuovo modello organizzativo per rendere più efficiente il servizio

Guardia medica, la Regione Marche prevede più risorse per attirare nuovi medici e un nuovo modello organizzativo per rendere più efficiente il servizio. Presentato oggi un accordo con i medici di continuità assistenziale definito dall'assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini, "importante e innovativo a livello nazionale". In primo luogo viene previsto un aumento della retribuzione dei medici. L'accordo prevede un incremento della quota oraria pari a 6,61 euro rispetto ai 23,39 del compenso base arrivando dunque a 30 euro l'ora, in caso di copertura di una sede scoperta. Prevista anche la possibilità di coprire più sedi scoperte arrivando ad una remunerazione complessiva di 40 euro l'ora con un incremento di 16,61 euro sul compenso base. L'aumento rappresenta una remunerazione delle attività aggiuntive legate all'ampliamento degli ambiti e verrà fatta una rendicontazione da parte dell'Asur. "È un accordo anche a tutela della dignità professionale dei medici e a garanzia della loro sicurezza- dice Saltamartini-. Insomma i corpi intermedi sono indispensabili nel raggiungere gli obiettivi e fanno la differenza quando non oppongono veti inutili ma una concreta volontà di costruire insieme, come dimostra questa operazione virtuosa. Dalle Marche parte un modello nazionale".

Prevista inoltre la sperimentazione a livello di Area vasta di un modello di rete Hub/Spoke. Verrà definita, da parte di ogni singola Area vasta, una mappatura dei fabbisogni dei territori basata anche sul calcolo degli accessi degli anni precedenti ed in base a questi fabbisogni le singole Aree vaste definiranno due tipologie di sedi: gli hub dove c'è più necessità di assistenza che dunque resteranno aperte 24 ore su 24 e i presidi spoke dove invece il servizio resterà chiuso di notte (H16 dalle 8 alle 24). "Una scelta coraggiosa e ponderata, partendo dalle situazioni specifiche per analizzare i fabbisogni dei territori e arrivando a questo atto che rappresenta una risposta importante- spiega la direttrice generale di Asur, Nadia Storti- e anticipatoria di quello che potrà avvenire a livello nazionale". Soddisfatti i sindacati. "Non c'è una riduzione dell'assistenza sui territori ma c'è una rafforzamento- spiega il segretario di Fimgg, Massimo Magi-. Si tratta di un modello sperimentale e come tale è una scommessa ma è un modello progredito che prevede un modulo di continuità assistenziale basato sulle esigenze specifiche delle zone territoriali. Insomma, un ponte verso il futuro della medicina territoriale che non riduce risorse ma le organizza rafforzando il servizio dove c'è più bisogno". Nelle sedi principali sarà attivo un servizio di centrale telefonica che risponderà anche alle chiamate dei territori in cui sono presenti i presidi secondari indirizzando il paziente al servizio di 118 o fornendo consigli utili. "Spesso le persone si rivolgono alle sedi spoke per micropatologie- conclude Magi- o semplicemente per un consiglio notturno". Il segretario dello Snami Fabrizio Valeri invece definisce l'atto sottoscritto oggi come "un accordo importantissimo anche per coprire il servizio in alcuni territori dove mancava".

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