Sostituzione del cuore artificiale, all'ospedale regionale il primo intervento in Italia

L'intervento su un paziente di 71 anni è stato eseguito altre 4 volte in tutto il mondo. La commozione del paziente e la soddisfazione del dg: "Non serve fare viaggi della speranza"

Da sinistra Luca Ceriscioli, Michele Caporossi, Ennio Carassai con la moglie, Marco d'Eusanio e Christoper Munch

“Il momento più bello? E’ stato quando sono tornato a casa e ho preso in braccio la mia quarta nipotina. Era nata un mese prima e avevo potuto vederla solo su whatsapp”. Gli occhi di Ennio Carassai, 71enne maceratese si velano di lacrime. L’intervento di sostituzione del cuore artificiale a cui si era sottoposto nell’agosto 2017 nella sala operatoria del Lancisi. Tutto è andato bene e quell’intervento, firmato da un’equipe multidisciplinare, ha proiettato l’ospedale di Torrette nell’élite della cardiochirurgia. L’intervento di sostituzione del cuore artificiale (Lvad) e della valvola aortica non era mai stato tentato prima in Italia e in tutto il mondo si contano solo 4 interventi eseguiti tra Germania e Stati Uniti. 

L'Intervento di 10 ore

Carassai era presente alla conferenza stampa di presentazione con addosso il dispositivo che di fatto sostituisce il ventricolo sinistro del suo cuore, pompando il sangue a tutti gli organi del corpo. La scatola che tiene agganciata all’altezza della cintura ha un display che permette in qualunque momento di verificare se c’è il rischio di una trombosi o altri malfunzionamenti. Il Lvad, che nell’acronimo in inglese indica proprio il sistema di assistenza ventricolare, dispone di batterie ricaricabili circa ogni 20 ore e ha un doppio scopo: allungare il tempo di sopravvivenza dei pazienti colpiti da uno scompenso cardiaco in attesa di un trapianto di cuore o, come nel caso di Carassai, bypassare del tutto il ventricolo sinistro in pazienti che per ragioni di età o altri impedimenti non possono essere sottoposti a trapianto. L’intervento al Lancisi è durato 10 ore. Altri due sono previsti entro la fine di maggio ma si tratta di prime installazioni del cuore artificiale e non di sostituzione. Carassi invece ha avuto bisogno di un secondo cuore artificiale. Quello che quattro anni fa gli era stato impiantato al Niguarda di Milano aveva iniziato a funzionare male per trombosi recidivanti, uno dei rischi di questo tipo di intervento. Da li la scelta coraggiosa di affidarsi alle mani dell’equipe anconetana composta dai professori Marco D’Eusanio (direttore Sod Cardiochirurgia), Cristopher Munch (direttore Sod Anestesia e Rianimazione Cardiochirurgica) e Gian Piero Perna (direttore Sod Cardiologia). Informato sui rischi e appoggiato dalla famiglia, che ha voluto ringraziare pubblicamente durante la conferenza stampa a Torrette, Carassai ha iniziato il percorso che lo ha portato a una nuova vita. 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"La soluzione è qui, non serve andare in America"

Alla presentazione dei risultati dell’intervento c’erano anche il dg dell’azienda Ospedali Riuniti, Michele Caporossi, il rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi e il governatore della Regione Marche Luca Ceriscioli. “Si diceva ‘andiamo in America’ a trovare le soluzioni, invece noi nelle Marche quelle soluzioni ce le abbiamo, non serve fare i viaggi della speranza- ha spiegato Caporossi- i pazienti vengono studiati a lungo e da questo punto di vista la sanità pubblica è molto meglio di quella privata”. Soddisfazione anche per l’equipe medica: “E’ il successo di una squadra a cui non è concesso il passo falso o di sperare nella fortuna” ha detto D’Eusanio. Perna ringrazia il paziente: “E’ stato il primo che ci ha dato fiducia”, mentre per Munch “Questa è la testimonianza di una sfida vinta”. La sinergia tra ospedale e università è stata sottolineata anche da Ceriscioli e Longhi: “Ci sono 3 miliardi per la Sanità e li spenderemo per formare pochi centri di grande qualità in cui si integrino le migliori competenze” ha detto il presidente della Regione. Presente anche Fabrizio Volpini, presidente della IV Commssione consiliare regionale per la Sanità che ha sintetizzato il tutto con quattro parole: “Eccellenza, orgoglio, umanità e cordialità”. 
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Erano l'incubo degli adolescenti, costretti ad inginocchiarsi: arrestati 5 baby stalker

  • Chiusura piazza del Papa, la Mancinelli avverte: ora palla agli anconetani

  • Le Marche corrono ai ripari: raddoppio vaccini, tamponi in farmacia e potenziamento Usca

  • Incendio nella notte, paura in un palazzo del centro: 4 persone in ospedale

  • Reparti Covid sold out a Torrette, scatta il blocco delle ferie per infermieri e Oss

  • Party abusivo al porto, in consolle c'era pure il Dj: ora sono guai per il titolare

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
AnconaToday è in caricamento