L’azienda risponde al primario: «La nostra camera iperbarica è attiva h24»

L’azienda che gestisce la camera iperbarica offre il servizio di ossigenoterapia alle Marche e non solo. Il Direttore Sanitario interviene sulla modalità di gestione delle emergenze

La camera iperbarica e il personale

Serve gli ospedali di Marche, Umbria e Abruzzo e soprattutto è attiva 24 ore su 24 grazie alla convenzione stipulata ad agosto con la Regione Marche. La Iperbarica Adriatica srl risponde al dirigente di Neuroanestesia di Torrette, Pietro Paolo Martorano, precisando che la camera iperbarica fanese è operativa giorno e notte per qualunque tipo di emergenza e attivabile in circa mezz'ora. A parlare è il Direttore Sanitario della struttura, la dottoressa Barbara Carloni: «Siamo sempre operativi, i nostri cellulari sono sempre accesi e non c’è mai stata una richiesta non soddisfatta proveniente dagli ospedali». Proprio a Fano era stato trattato il fratellino della bambina di 11 anni morta a Sassoferrato per intossicazione da monossido di carbonio. L’attività del centro però non si limita a casi di intossicazione: «Lavoriamo su emergenze anche subacquee, patologie gravi da trattare velocemente e diversi tipi di cancrena». La convenzione con l’Asur risale al 9 agosto scorso e l’accordo permette ai pazienti di ricorrere ai trattamenti pagando il costo del ticket sanitario, salvo esenzioni: «Il costo di ogni seduta dipende dal tipo di patologia - spiega la Carloni- ogni esigenza ha un protocollo di trattamento che risponde alle linee guida nazionali e regionali». La normativa stabilisce anche il numero massimo di trattamenti: «Ogni ricetta può richiedere un massimo di 8 sedute, lo dice la legge e non lo stabiliamo noi». Al centro operano una decina di persone tra medici, tecnici, infermieri e operatori socio sanitari: «Le richieste però stanno aumentando, finora il budget della Regione ci è bastato ma presto ci troveremo a dover assumere più personale». 

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"La convenzione siglata con la Regione Marche- ha aggiunto l'azienda in una nota -  ha consentito ai pazienti del territorio risparmi in tempo e denaro; la stessa Regione Marche ha ottenuto significativi risparmi in particolare sul servizio emergenze. Un qualunque calcolo del rapporto costi-benefici dimostrerebbe con facilità come, in una regione piccola come le Marche, un identico servizio a carico del pubblico comporterebbe un consistente aumento dei costi che andrebbero a ricadere sulla comunità”.

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