Zoo di Falconara, contributi a fondo perduto per acquisto di biglietti per le scolaresche

Il sindaco di Falconara propone due misure di sostegno per la struttura falconarese: l'erogazione di contributi a fondo perduto da parte di Stato e Regione e l'acquisto di diverse migliaia di biglietti per le scolaresche

Da sinistra Iole Palanca (una delle titolari dello zoo), il sindaco Stefania Signorini e Alberto Frau, direttore di Coldiretti Marche

FALCONARA - «Stato e Regione Marche aiutino il Parco Zoo Falconara a ripartire». A chiederlo è il sindaco Stefania Signorini, che oggi ha scritto al ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia, al presidente della Giunta regionale Luca Ceriscioli e all'assessore regionale al Turismo Moreno Pieroni. Il sindaco di Falconara propone due misure di sostegno per la struttura falconarese: l'erogazione di contributi a fondo perduto da parte di Stato e Regione e l'acquisto di diverse migliaia di biglietti per le scolaresche, da distribuire nelle scuole per l'anno scolastico 2020-2021, così da offrire liquidità immediata alla struttura falconarese per metterla in grado di ripartire. Il Parco Zoo Falconara, si legge nella lettera, è l'unico zoo delle Marche ed è un punto di riferimento in Italia, dato che è l'unico a livello nazionale a ospitare due esemplari di Okapi, animali molto rari in via di estinzione. Per accogliere questi mammiferi, detti anche 'giraffe della foresta', lo zoo falconarese è stato scelto dall'Eaza (Associazione europea zoo e acquari) tra 20 strutture in tutta Europa. Nato nel 1968, il giardino zoologico di Falconara si estende per 60mila metri quadri e oggi ospita circa 300 esemplari di 50 specie diverse. Fa parte dell'Uiza (Unione italiana zoo e acquari) dagli anni Ottanta ed è entrato nell'Eaza nel 2006. Il giardino zoologico, viene sottolineato, ha una forte vocazione didattico-scientifica, grazie anche alla presenza di biologi che conducono percorsi a tema per ragazzi e bambini. Studenti di biologia e scienze naturali arrivano a Falconara dall'Italia e dall'estero per preparare la tesi di laurea o nell'ambito dei progetti di studio internazionali. Negli anni il giardino zoologico falconarese è diventato anche un polo di ricerca.

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«Oggi questa realtà d'eccellenza, che il mio territorio ha l'onore di ospitare – scrive il sindaco Signorini – è in ginocchio a causa della chiusura forzata e ha bisogno dell'aiuto delle istituzioni per ripartire. In questi due mesi di lockdown infatti lo zoo ha comunque garantito il benessere dei suoi animali e ha sostenuto spese di gestione ingenti, che si aggirano attorno ai mille euro al giorno. Dopo due mesi di mancati incassi, la struttura non riesce con le sue sole forze a superare le difficoltà di liquidità. A rendere più grave la situazione, il fatto che la chiusura abbia coinciso con il periodo in genere più redditizio per uno zoo: le festività pasquali, quelle del 25 aprile e del Primo Maggio valgono alla struttura il 30 per cento del fatturato annuo». Di qui le proposte a Stato e Regione per sostenere la ripartenza della struttura. A queste si aggiunge una richiesta: quella di decidere al più presto una data di riapertura degli zoo, che attualmente non sono inseriti nel calendario delle ripartenze. La comunità locale si era già mobilitata nei giorni scorsi a sostegno del Parco Zoo di Falconara. In prima linea la Coldiretti Marche, che il 7 maggio ha consegnato alla struttura falconarese circa 7 quintali di verdura e fieno per nutrire gli animali, secondo le indicazioni dei veterinari dello zoo. Alla consegna, cui erano presenti il direttore di Coldiretti Marche Alberto Frau e i rappresentati di aziende di Castelferretti e Chiaravalle, ha partecipato lo stesso sindaco Signorini, che ha ringraziato la Coldiretti e gli imprenditori del territorio.

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