Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Bilancio Comune di Ancona: solo 20 sì alla prima delibera, oggi forse si scende a 16

Nonostante il ritorno di Biekar è andato male il voto sulla prima delibera, e oggi potrebbe andare anche peggio. Il Pdl Bugaro denuncia un conflitto di interessi per alcuni consiglieri. Maggioranza in forse

È andato male il voto sulla prima delibera collegata al Bilancio preventivo, che si è votata ieri al Comune di Ancona. Nonostante il ritorno a sorpresa dell’assessore Andrea Biekar (con conseguente stop di due ore perché, come ha fatto notare Duca, mancava il decreto di nomina) la maggioranza si è fermata a 20 sì. Pochi. E oggi rischiano di essere anche meno: si asterranno infatti – secondo le previsioni – il Ps Vichi e gli Udc Gnocchini e Ippoliti, mentre saranno assenti gli Idv  Filippini, Fusco e Brandoni. In casa democrat sono date come probabili le defezioni del capogruppo Pelosi (a quanto pare in via di dimissioni), di Mengani, Urbisaglia e Fiordelmondo, così come quelle di Freddini Sasso (gruppo misto) e dell’ex dipietrista Moroder, in guerra con il dirigente Idv Favia. In forse anche l’appoggio del presidente del consiglio comunale Perticaroli (Api).
Il toto-sì dà l’amministrazione a quota 16: praticamente una Caporetto.
Come se non bastasse, sull’atto di ieri è saltata anche l'immediata eseguibilità: ciò significa – come spiega il Messaggero – che sarà valido solo tra 15 giorni, dunque non è nemmeno sicuro che il resto della manovra possa essere votato oggi.

Ma non è tutto. L’ennesima tegola in testa alla maggioranza arriva dai banchi del Pdl: Giacomo Bugaro, impugnano il parere di alcuni esperti di diritto, spiega che esiste un conflitto di interessi con il Bilancio 2012 per l'assessore Michele Brisighelli e per i consiglieri democratici Rossi, Urbisaglia, Cardoni, Mengani, Morbidoni, per il dipietrista Tagliacozzo, per la Freddini Sasso ed infine per la presidente Perticaroli.
Questi esponenti votarono infatti nel 2006 la fideiussione con Banca Marche a favore per lo Stabile che ora il Bilancio deve sanare, e dunque – oltre alle eventuali conseguenze penali che andranno in caso verificate in sede giudiziaria – i consiglieri non potranno votare le delibere di ripiano dei debiti dello Stabile.


 

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