Rossi (Radicali) chiede ritiro della mozione e rilancia: «Cittadinanza onoraria per Ilaria»

Arriva anche un "no" da parte dell'anconetano Alexandre Rossi (Radicali Italiani) che scrive una lettera a Rubini chiedendo il ritiro della proposta

Ilaria Cucchi - Foto Ansa

Nel dibattito scaturito dalla proposta del consigliere comunale Francesco Rubini (Altra Idea di Città), che ha depositato una mozione da discutere per intitolare una strada di Ancona a Stefano Cucchi, e dopo la replica dura di Forza Italia, arriva anche un "no" da parte dell'anconetano Alexandre Rossi (Radicali Italiani) che scrive una lettera a Rubini chiedendo il ritiro della proposta:

"Gentile Consigliere Francesco Rubini,

Colgo l’occasione, con questa mia lettera pubblica, per esprimere la mia più autentica solidarietà nei Tuoi confronti per le offese che hai ricevuto da chi si oppone, lecitamente ma non senza gratuite volgarità, alla Tua proposta di intitolare una via, una piazza, o altro spazio della nostra città, a Stefano Cucchi. Sappiamo entrambi, quante questioni, linee politiche, metodi edapprocci ci separino. E’ vero, non andiamo d’accordo su tante cose, dalla politica estera e di difesa, alle ricette economiche, al lavoro, al welfare. Però, ne sono convinto, esiste uno spazio di condivisione di idee, di proposte e anche di linguaggio che spesso accomunano Te, espressione della Sinistra locale, e me, militante di Radicali Italiani e Radicali Marche. Sia io che Te, da antiproibizionisti quali siamo, conveniamo sul fatto che Stefano Cucchi sia una vittima di Stato. Di uno Stato proibizionista che pensa, a torto, che la forza autoritaria possa tutto presso la collettività. Vittima di uno Stato che fa indossare le divise della pubblica sicurezza a dei veri e propri aguzzini. Aguzzini che, beninteso, non considero “mele marce” ma sintomo di un sistema malato, crudele e sadico. Però, caro Francesco, la Tua proposta non mi trova assolutamente favorevole, seppur mossa da intenti, credo, altamente valoriali. Infatti, nella Tua mozione consiliare fai riferimento alla Costituzione che “tutela e garantisce i diritti fondamentali dell’uomo tra cui la salute e l’integrità fisica estendendo il diritto a chiunque si trovi, temporaneamente o definitivamente, privato della propria libertà personale perché affidato alla custodia delle pubbliche autorità”. Inoltre, sebbene io accolga favorevolmente le Tue parole su “le criticità legate alla gestione del sistema carcerario italiano e più in generale quelle riferibile alla legislazione repressiva del nostro Stato”, considero inaccettabile la proposta di intitolare uno spazio cittadino a Stefano Cucchi. Conoscendo un po’ il mio spirito libertario, saprai bene che questa mia contrarietà non riguarda affatto lo stile di vita del Cucchi, non è in un ottica paternalista che Ti dico convintamente No! Sì, era un tossicodipendente, dedito allo spaccio, ma da Liberale quale sono - lo so, per Te è una parolaccia- affermo che se non c’è una vittima, allora non può configurarsi nessun reato. Quindi, fuori dai moralismi, Ti chiedo di ripensarci, non perchè la nostra città non merita l’intitolazione di una via o piazza ad una vittima del proibizionismo sulle droghe, ma perchè, nel caso specifico, non stiamo parlando di un cittadino che ha dato pregio, lustro e migliorato le nostre società. Non è stato un “eroe“, è stato (solo) sfortunato. E’ stato, appunto, una vittima. Nient’altro.

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Ritira, pertanto, questa mozione. Anzi, in alternativa, fai qualcosa di meno divisivo e che potrebbe essere oggetto di dialogo costruttivo tra le altre forze politiche in Consiglio Comunale. Invece di questa proposta, perché non rilanci con un’iniziativa volta a consegnare ad Ilaria Cucchi, Sorella coraggio, la cittadinanza onoraria di Ancona? Lei già conosce la nostra città, ne sarebbe grata e noi anconetani tutti, non potremmo che esserne orgogliosi. Falla Tua questa proposta, Ti assicuro che in molti potrebbero sottoscriverla in Consiglio, ma non solo. I Radicali, fuori dalle istituzioni, potrebbero esserti al tuo fianco. Non solo, sii Tu “il cambiamento che vorresti vedere” a Palazzo degli Anziani. Certamente, non Ti chiedo di fare il Radicale, non Ti suggerisco disobbedienze civili o distribuzione plateale di cannabis in Piazza IV novembre. Però, un consiglio -non richiesto- vorrei darTelo. Avvia un serio dibattito sul proibizionismo in città, fuori e dentro i palazzi istituzionali, aderisci alla nostra campagna radicale di WeeDo https://www.radicali.it/campagne/weedo/, esattamente come Tu, da Consigliere Comunale, diedi l’adesione nel 2016 alla PDL “Legalizziamo la cannabis. Il proibizionismo è fallito”. A proposito, vorrei ringraziarti pubblicamente per aver esercitato la tua facoltà di autenticatore delle firme durante la campagna di sottoscrizione. Delle circa 70000 firme depositate alla Camera dei Deputati, molte sono dei nostri concittadini anconetani e questo, da radicale, lo dobbiamo anche a te e a pochissimi coraggiosi Tuoi colleghi Consiglieri. Lo dobbiamo anche a Ilaria Cucchi, che ha aderito e promosso, insieme ad altre personalità, giuristi e medici, e realtà associative, ogni campagna o azione volte a cambiare le fallimentari politiche sulla droga. Sperando in una tua benevola accoglienza, Ti mando un saluto libertario ed antiproibizionista".

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