Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

Vertenza sugli appalti di pulizia nelle scuole: 300 lavoratori ancora a rischio

L'assessore Luchetti al Tavolo di Coordinamento degli assessori regionali per evidenziare l'urgenza, delineato un percorso biennale di lavoro-formazione con risorse statali

L’assessore regionale al Lavoro Marco Luchetti ha partecipato nei giorni scorsi al coordinamento nazionale tra assessori regionali che aveva tra gli argomenti prioritari l’approfondimento, il confronto e la condivisione di interventi delle Regioni per sollecitare al Governo nazionale la soluzione dei problemi che i lavoratori ex LSU e dei cosiddetti appalti storici impiegati nei servizi di pulizia nelle scuole,  stanno attraversando a causa dei tagli lineari subiti negli ultimi anni.

Un comparto che interessa 24 mila lavoratori in Italia ( storici appartenenti a cooperative ed ex LSU) e 300 lavoratori marchigiani in 100 scuole della regione.  Con il decreto legge del 28 febbraio scorso con cui il Governo ha prorogato di un mese i servizi nelle scuole, ma il problema si ripresenterà il 31 marzo, se il settore resterà non finanziato.

“Un problema grave e pressante – ha commentato Luchetti – che danneggia oltretutto non solo i livelli occupazionali ma anche le scuole penalizzate in termini di igiene e salubrità e di assistenza agli studenti. Per questo abbiamo dato mandato all’assessore toscano alla Scuola e Formazione, Emmanuele Bobbio di incontrare  i ministri al Lavoro, Poletti e all’Istruzione , Giannini e sottoporre loro la questione.”  

L’incontro è avvenuto la settimana scorsa e il percorso illustrato dai Ministri in riunione, per far fronte all’emergenza occupazionale, prevede un biennio (aprile 2014 -  aprile 2016) nel corso del quale le ditte che hanno vinto i nuovi appalti devono mantenere in servizio tutti i lavoratori dipendenti delle precedenti ditte. Una parte di essi lavorerà normalmente nella pulizia delle scuole. I lavoratori, invece, che risulteranno inoccupati riceveranno due mesi circa di formazione (aprile- maggio 2014), finalizzata ad una riqualificazione degli stessi, affinché possano essere destinati allo svolgimento di attività accessorie e di abbellimento o di manutenzione straordinaria delle scuole.

Alle Regioni e agli Enti locali spetterà di fornire una mappatura degli interventi necessari, cui destinare tali lavoratori. I Ministri hanno poi chiarito che le risorse per far fronte al piano illustrato sono statali e provengono dalla Cassa in deroga, dagli oneri della formazione e da risorse del Ministero dell’Istruzione. Il Ministro del Lavoro,  Poletti ha tenuto però a precisare che il Governo intende far fronte ad una sorta di fase transitoria, della durata di due anni, al termine della quale sarà compito delle imprese appaltatrici assorbire detti lavoratori o compito di questi ultimi trovare un’altra occupazione.

“Dagli esiti della riunione con i Ministri – ha riferito in conclusione  Marco Luchetti –è emerso anche che per l’avvio delle attività di formazione occorrerà un forte raccordo con le Regioni e che il percorso indicato riguarda tutti i lavoratori (ex LSU e appalti storici).”  

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