Bambini in attesa del vaccino, le scuole espellono ed è un caso: M5S all'attacco di Regione e ASUR

Tra le decine di casi tra la provincia di Ancona e le Marche, a Recanati un bimbo oggi non sarebbe andato per nulla a scuola proprio perché colpito da questa espulsione

Da sinistra Petracci, Pergolesi e Gianangeli

C'è tutta una serie di famiglie che, al netto del loro pensiero sui vaccini, a settembre scorso ha seguito le indicazioni di legge per prendere appuntamento nelle Asur di riferimento, per fare i vaccini ai propri bambini in età tra gli 0 e i 6 anni. Ora però, dopo la scadenza della legge Lorenzin del 10 Marzo, alcuni di questi si sono visti recapitare delle lettere da parte dei dirigenti degli istituti scolastici di asili e materne in cui si intimava loro di provvedere entro 10 giorni, pena l’espulsione cautelare del minore. E tra le decine di casi tra la provincia di Ancona e le Marche, a Recanati un bimbo oggi non sarebbe andato per nulla a scuola proprio perché colpito da questa espulsione. Un fatto gravissimo per il Movimento 5 Stelle delle Marche che, tramite la sua consigliera regionale Romina Pergolesi, ha sollevato il caso e ne ha denunciato l’illegalità tramite una conferenza stampa tenutasi oggi in Regione. Il punto è che a settembre le famiglie erano divise in due: alcune erano in regola con i vaccini e hanno presentato l’autocertificazione e altre non lo erano e ha presentato alla scuola la prenotazione. La norma prevedeva che, se per i primi c’era tempo fino al 10 marzo per presentare il libretto vaccinale, per i secondi si andava anche oltre con varie scadenze fino a luglio. Il problema sarebbe sopraggiunto con tutta una serie di circolari Interministeriali che, secondo M5S, in contrasto con la “legge madre”, imponeva a tutti una linea invalicabile al 10 marzo, quando le scuole avevano chiesto alle Asur un’anagrafe di tutti i bambini e da lì i primi provvedimenti. Anche a carico di chi, di fatto, il vaccino lo deve e lo vuole fare, ma ancora non ha avuto un appuntamento. 

«Per questo- ha spiegato la Pergolesi - nei giorni di Pasqua e pasquetta abbiamo inviato a più di 200 mittenti tra ASUR Marche, Dirigenti degli Istituti Comprensivi della Regione Marche, Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, sindaci della Regione Marche, Direttori di Area Vasta, consiglieri regionali e Prefetto di Ancona una PEC con l’invito a verificare, sospendere, revocare ed annullare qualsiasi provvedimento che non sia conforme con la legge che introduce l’obbligo per 10 vaccini più altri 4 consigliati, rispetto ai 4 previsti dalla vecchia normativa e la norma che introduce misure di semplificazione degli adempimenti vaccinali per l’iscrizione alla scuola dell’obbligo e ai servizi educativi per l’infanzia, pubblici e privati».

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Non solo, perché, come hanno spiegato Massimo Gianangeli e l’avvocato Massimo Petracci, la segnalazioni è stata inviata anche alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Ancona. Alla Corte dei Conti perché, di fronte a dei provvedimenti, presunti illegittimi e conseguenti ricorsi al Tar, si profilerebbero dei danni erariali per quella che i pentastellati marchigiani reputano una violazione dei diritti dei minori per un comportamento illecito di Regione Marche e Asur. Alla Procura perché, se le criticità fossero confermate, allora quelle lettere inviate dalle scuole si configurerebbero come abuso d’ufficio. 

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