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Uscita Ovest, Tombolini (60100 An): «Operazione insostenibile»

Secondo il consigliere comunale di 60100, c'è il rischio che tutto il traffico in entrata verso la città, compreso quello dei cittadini, sarà direzionato nel passante a pagamento per far quadrare i conti

Abbiamo ancora 6 ipotetici anni affinché sia possibile vedere realizzata questa opera, un tempo lungo che deve servire alla città per prepararsi ad una modifica rilevante al proprio sistema urbano. Creare un sistema infrastrutturale valido che colleghi il Porto con i grandi assi della viabilità è un problema da affrontare e risolvere seguendo principalmente il criterio della sostenibilità economica ed ambientale, per realizzare una soluzione che poi non si trasformi in problema.

I Documenti progettuali e il Piano Economico Finanziario (PEF) dell’opera, integrati con i dati statistici dei traffici portuali effettivamente fanno accendere qualche intensa spia di allarme che non è legittimo né possibile fugare con l’ottimismo assertivo della classica propaganda politica.

Il PEF dell’opera infatti prevedeva, nel profilo di partenza ipotizzato a regime nel 2016, dunque si è già in ritardo di anni, una domanda pari a 174.176.000 di chilometri con una tariffa unitaria, resa efficiente, di 0.272 euro/km e con un ricavo tariffario di 47.445.060 euro/anno.

Purtroppo però l’analisi dei traffici, consolidati all’ultimo dato disponibile, porta a risultati sensibilmente diversi che sono il fondamento dell’allerta.

2014

TIR

AUTO

lunghezza nuova viabilità km.10.3

IMBARCHI

SBARCHI

TOTALE (sbarchi e imbarchi)

IMBARCHI

SBARCHI

TOTALE

97.642

91.628

189.270

181.491

140.708

322.199

TARIFFA €/Km

0,46

0,24

CHILOMETRI PERCORSI

1.949.481

3.318.650

RICAVO TARIFFARIO

€ 896.761,26

€ 796.475,93

Il ricavo derivante dai traffici verso il porto è pari a 1.7 MLN di euro annuo contro un dato di progetto di 47 MLN di euro annuo e ciò significa che il grande ricavo, circa 45 MLN annuo, dovrà venire dalla viabilità ordinaria; ciò significherebbe che tutto il traffico in entrata verso la città, compreso quello dei cittadini, dovrà obbligatoriamente essere direzionato nel “passante a pagamento” per cercare di far quadrare il bilancio previsto dal progetto.

Visto che il dato di ingresso della percorrenza chilometrica prevista nel piano economico della società “Passante Dorico” (174.176.000 km), ragguagliato al numero di passaggi, porta a 16.910.291 di transiti di veicoli all’anno (in entrata 8.455.146) che corrispondono a 23.165 ingressi giornalieri di auto e camion, che si troverebbero a gravitare la maggior parte su via Marconi ed in misura ridotta nel porto, si concretizzerebbe l’immagine dell’Uscita ad Ovest come di un “cannone” che sparerà veicoli in centro città e all’interno di un’area portuale che ha già grandi problemi nella gestione del traffico dei mezzi pesanti;  ma tutto ciò sembra non intimorire l’Amministrazione Comunale dato che non si profilano atti progettuali volti a rispondere a questo imponente flusso di traffico, considerando poi che il nostro sistema di Parcheggi e Viabilità è ancora quello di 20 anni fa.

E pensare che il Piano di Risanamento dell’AERCA, commissionato dalla Regione Marche, nel Febbraio 2005 si pronunciò sull’Uscita ad Ovest nel senso del suo assoluto sovradimensionamento affermando che “..il sistema di trasporto di merci su strada locale è solo limitatamente connesso al trasporto marittimo in quanto prevalentemente collegato alle attività locali…”, “..l’intenso traffico pendolare di cui soffre il sistema viario attuale, rimarrà prevedibilmente sostanzialmente di identica consistenza..”

La domanda che sorge e a cui sarebbe d’obbligo una risposta è quella di capire quali siano i dati contenuti nello “Studio del Traffico” che è la base per il dimensionamento e la sostenibilità economica del progetto, perché se l’opera è ancora tutta da realizzare e i numeri non danno poi certezza di una sua reale fattibilità, è bene che si ragioni anche su un “piano B” e cioè su di una soluzione che provi a risolvere già nel transitorio il problema del collegamento tra Porto e Autostrada considerato che, nella migliore delle ipotesi, le condizioni attuali saranno immodificate per almeno altri 6 anni.

È essenziale che la Città si prepari con soluzioni concrete ad un’importante flusso veicolare che sembra si dovrà concentrerà in un unico punto che esprime già tante criticità e nessun controllo ambientale.

Le risposte devono essere in chiave urbanistica e infrastrutturale ragionando in termini di mobilità urbana e mettendo a vincolo adeguate tutele in termini ambientali  affinché quello che tutti pensiamo possa essere una risorsa non diventi un terribile problema.

Stefano Tombolini (60100 Ancona)

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