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Proposta di legge per far ascoltare il battito del feto prima di abortire, bagarre in Consiglio

Botta e risposta tra il consigliere Pd Vecchi e la consigliera Fdi De Angelis. L'assessore Caucci: «La scelta di una donna di interrompere al gravidanza è talmente intima, delicata e personale sulla quale credo che non si possa fare politica»

ANCONA- La proposta di legge “Un cuore che batte”, che prevede l’obbligo di far ascoltare il battito cardiaco del feto alle madri in procinto di abortire, accende la discussione in Consiglio comunale. Tirata in causa dalla minoranza la consigliera Fdi Maria Grazia De Angelis, già nelle scorse settimane al centro della bufera in quanto "accusata" di aver depositato in Comune i moduli di raccolta firme per questa proposta di legge. «Un cuore che batte è il nome della proposta di legge per la quale è partita dalle mura di questo Municipio una raccolta firme promossa da Fratelli d’Italia, tramite una sua consigliera, ed insieme all’associazione Vita- afferma il consigliere del Pd Andrea Vecchi-.  Questa legge, qualora venisse approvata, obbligherebbe i colleghi ginecologi a mostrare l’ecografia del feto ad una donna prima dell’aborto. Vorrei ricordare a quest’Aula che il 22 maggio del 1978 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge 194 sull’aborto. Questa legge deve essere rispettata e applicata nella sua interezza, mentre la carenza di personale nei consultori e nella sanità pubblica incide gravemente nella sua applicazione. Vorrei sapere qual è il giudizio politico riguardo alla proposta di legge fatta da Fratelli d’Italia attraverso la sua consigliera e se questa amministrazione vorrà favorire il suo iter».

«Ci tengo a precisare che questa proposta di legge non è assolutamente partita da una raccolta di firme all’interno del Municipio di Ancona, ma ha seguito l’iter di tutte le proposte legislative di iniziativa popolare- risponde l’assessore Manuela Caucci-. Ricordo che la norma prevede che qualsiasi cittadino possa proporre un referendum. Pubblicata la richiesta di referendum, il privato cittadino ha depositato presso l’Urp i tre modelli vidimati. Il compito dell'Ufficio Relazioni con il Pubblico, nel quale sono depositate altre sette proposte di legge, è solo quello di autenticare le firme. Se ne devono raccogliere 50mila, poi si procederà con la valutazione di legittimità ed eventualmente con il referendum. Il Comune non ha fatto nulla di quanto detto nell'interrogazione e personalmente, posso dire che la scelta di una donna di interrompere al gravidanza è talmente intima, delicata e personale sulla quale credo che non si possa fare politica». Immediata la replica di Vecchi. «Non mi sento soddisfatto perché è partita da una consigliera di Fdi». Nemmeno il tempo di finire la frase che in Aula scoppia la bagarre. «Sta affermando il falso- sbotta la De Angelis, più volte richiamata all’ordine dal presidente del Consiglio comunale, Simone Pizzi-. Il consigliere Vecchi e la minoranza hanno mentito, mi hanno accusato sui giornali. Io non ho presentato questa proposta».

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