Comune: dimissioni Gramillano, ultimatum dall’opposizione

Iniziata la concatenazione di eventi che dovrebbe portare entro pochi giorni all'addio del sindaco. A sancire l'ultimatum Pdl, Duca e Quattrini: "Dimissioni in mano o non passa l'assestamento di bilancio"

Il sindaco di Ancona Fiorello Gramillano

A quanto pare è iniziata la concatenazione di eventi che dovrebbe portare entro pochi giorni alle dimissioni del sindaco di Ancona Fiorello Gramillano. Una serie di tessere del domino che hanno cominciato inesorabilmente a cadere, a partire da quello che avrebbe dovuto essere il Jolly del preside-sindaco, ovvero il summit di maggioranza convocato ieri dal segretario regionale democratico Palmiro Ucchielli, da sempre sostenitore – per amore o per forza – della continuità politica e quindi nemico numero uno delle elezioni anticipate. Ma i partiti, ieri, hanno ribadito quello che ormai era chiaro a tutti: i margini per le trattative sono esauriti e tutti vogliono il voto. Ucchielli stesso, con poche battute, ha chiarito come sia ormai “complicato” arrivare a fine mandato, e che ad Ancona si voterà prima, anche se per “prima” lui intende sia le prossime politiche che il 2014.

Il secondo atto si consuma in consiglio comunale, anche ieri (dopo la crisi della scorsa settimana dovuta alla dissoluzione della maggioranza) paralizzato e incapace di approvare l’assestamento di Bilancio, sepolto sotto una valanga di emendamenti dell’opposizione, circa 80, in un momento mai così delicato: Banca Marche, secondo il Messaggero, avrebbe notificato proprio ieri  la richiesta di pagamento di 495 mila euro per le rate non pagate dei mutui dello Stabile, con 15 giorni di tempo per restituire la cifra (e soprattutto con l’importante documento contabile fermo al palo). È proprio l’opposizione, quindi, a dettare le condizioni: se Gramillano si presenterà lunedì prossimo con le dimissioni in mano, Pdl, Duca e Quattrini consentiranno il via libera all’assestamento di Bilancio in pochi minuti, sbloccando l’intera situazione.

Tutto è nelle mani del sindaco, dunque, che sempre secondo il quotidiano avrebbe preso atto della situazione dicendo: “Se i partiti della maggioranza non mi sostengono, garantisco che rassegnerò le dimissioni nei tempi utili per tornare al voto a primavera, con le prossime elezioni”.
 

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