La copia della richiesta di ordine del giorno
Politica

Ucciso dopo gli insulti razzisti, negata la discussione Odg di Rubini e Crispiani

La capigruppo non ha permesso la trattazione dell'ordine del giorno perché non iscritto nei tempi previsti dal regolamento

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Questa mattina subito prima dell'inizio della seduta del Consiglio Comunale abbiamo depositato il seguente ordine del giorno urgente: "Il consiglio comunale di Ancona esprime ferma condanna per l'assassinio di stampo razzista di Emmanuel Chidi avvenuto a Fermo il 6 luglio 2016. Esprime la più profonda solidarietà alla moglie del ragazzo barbaramente ucciso anch'essa vittima della stessa vile aggressione. Si impegna inoltre a farsi capofila di una campagna regionale contro ogni forma di razzismo e intolleranza , per il monitoraggio e il contrasto contro qualunque forma di estremismo di matrice fascista e razzista e per la negazione di ogni spazio pubblico a chi incita all'odio e alla violenza".

La capigruppo non ha permesso la trattazione dell'ordine del giorno perché non iscritto nei tempi previsti dal regolamento non prendendo in considerazione i nostri rilievi rispetto alla straordinarietà dei fatti accaduti e all'urgenza di una presa di posizione forte ed ha rinviato la discussione al prossimo consiglio. Ancora una volta ha trionfato il formalismo sulla carne viva della società, le beghe regolamentari sulla vita di un ragazzo barbaramente ucciso per mano fascista. Con queste poche righe esprimiamo la nostra più profonda vergogna per un organo, la capigruppo, che non ha saputo andare oltre le proprie burocratiche competenze rinunciando a svolgere un più consono ed alto ruolo politico. A quanto pare, per qualcuno, di fronte ad un'umanità che sprofonda ogni giorno di più nell'odio, neri contro bianchi, credenti contro non credenti, uomini contro donne, etero contro homo, continuano a contare di più delle formalistiche regole interne. Quanto a noi, non abbiamo abbandonato l'aula solo ed esclusivamente per tentare fino alla fine di portare avanti le nostre istanze dentro il consiglio comunale che, pur tra mille soprusi, continuiamo a considerare un luogo irrinunciabile di democrazia.

Francesco Rubini e Stefano Crispiani, consiglieri comunali SEL - Ancona Bene Comune

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