Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

La tragedia dell'Heysel 35 anni dopo: «Intitolare uno spazio pubblico alle vittime»

Lorenzo Rabini (Fdi) sostiene la proposta dello Juve Club Camerano: «Il Consiglio comunale la approvi, quel giorno allo stadio c'erano tanti cameranesi»

Lorenzo Rabini

Il 29 maggio del 1985 si giocò allo stadio “Heysel” di Bruxelles, la finale di Coppa Campioni tra la Juventus ed il Liverpool, ma il risultato sportivo di quella notte fu niente al confronto della tragedia che colpì il mondo dello sport che assistette poco prima dell'inizio gara, ad una incredibile bagarre scatenata dai tifosi inglesi in una parte dello stadio che purtroppo era adiacente a quella dove vennero posizionati anche moltissimi tifosi bianconeri (la tifoseria organizzata della Juve era dall'altra parte dello stadio). L'assalto degli hooligans inglesi scatenò una ressa incredibile, tanto che crollò un muro della gradinata per il troppo peso delle persone che si erano accalcate per tentare la fuga verso il campo di gioco o cercando di saltare addirittura il muro stesso della famigerata “curva Z”. Uomini e donne, famiglie, ragazzini schiacciati uno sopra l'altro per tentare la fuga ma, senza saperlo, lanciati, purtroppo verso la morte. Morirono 39 persone di cui 32 Italiani e 600 fu la somma dei feriti dopo il crollo del muro.

«Lo Juventus Club Camerano Bianconera, la cui bellissima ed accogliente sede (oltre 100 posti per i soci) fu inaugurata dal sindaco Del Bello nel marzo del 2018, in via Pacinotti, all'interno dello stabile dell'Hotel Tre Querce, ha già da tempo inviato al Comune di Camerano una proposta per intitolare uno spazio pubblico (parco, area verde o altro), proprio al ricordo delle vittime dell'Heysel - dichiara Lorenzo Rabini, capogruppo di Camerano Operazione Futuro  –. Vorrei ricordare che in quella tragica occasione, molti furono anche i cameranesi presenti allo stadio della tragedia, fortunatamente tutti ritornarono a casa, ma la paura di quei momenti resterà indelebile così come la fortissima preoccupazione delle famiglie. Credo dunque – conclude Rabini – che sia giunto il momento che il Consiglio comunale possa discutere ed approvare un ordine del giorno sulla proposta formulata dallo Juve Club: sarebbe un gesto di grande sensibilità sportiva ed umana, qui non è in gioco certo la faziosità o il tifo, ma semplicemente la voglia di una memoria condivisa per non dimenticare quanto accaduto e trarne lezioni di sportività e di vita». 

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