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Visso dopo il terremoto

Visso dopo il terremoto

Terremoto, Terzoni (M5S): «Casette consegnate a dicembre ennesima indecenza»

«Ci eravamo raccomandati in sede parlamentare, chiedendo al governo di imbastire tutti gli sforzi necessari per dare un tetto agli sfollati di quell’area per settembre»

«Ho letto con sgomento le parole del sindaco Giuliano Pazzaglini e di alcuni consiglieri comunali di Visso: apprendere che se tutto va bene il grosso delle soluzioni abitative d’emergenza arriverà da loro per dicembre, con la stagione più rigida già nel vivo, è l’ennesima indecenza germogliata sull’asse sempre più nocivo Stato-regioni». Così Patrizia Terzoni, portavoce del Movimento 5 Stelle presso la Camera dei Deputati.

«Ci eravamo raccomandati in sede parlamentare - continua - chiedendo al governo di imbastire tutti gli sforzi necessari per dare un tetto agli sfollati di quell’area per settembre, data che peraltro segna la riapertura delle scuole. Invece a parte 43 casette consegnate alla vigilia delle commemorazioni del 24 agosto tra le vicine Fiastra, Pieve Torina e Montecavallo, tra un ritardo burocratico e l’altro a Visso e in molti altri centri appenninici marchigiani il piatto piange, tanto che il sindaco si è trovato costretto ad affidare all’ufficio tecnico del suo comune l’allestimento di alcune opere pubbliche aggiuntive nel tentativo di sveltire l’iter. Alla riapertura dei lavori alla Camera naturalmente chiederemo lumi al governo su questa situazione vergognosa, ma ci aspettiamo qualche mea culpa anche dalla regione Marche e dal sempre ingiustificatamente ottimista presidente Ceriscioli, che per tutta l’estate non ha fatto altro che ripetere ai sindaci del cratere che in tema di “casette” le tempistiche si sarebbero accorciate di molto. Tenere i cittadini per il secondo inverno consecutivo in una roulotte oppure in un residence a centro chilometri da Visso è semplicemente uno scandalo, per il quale in un paese civile salterebbero teste a tutti i livelli, da quello politico quello tecnico. Bene fa Pazzaglini a “mettersi in proprio” di fronte a una gestione post-sisma che continua a fare acqua da tutte le parti».

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