Terremoto, Terzoni (M5S): «Nelle Marche solo 1% di scuole antisismiche»

«Un dato impietoso, estratto da verifiche accurate sui plessi presenti nei territori delle province di Pesaro-Urbino, Ancona e Macerata»

«Che la situazione degli edifici scolastici nelle Marche fosse da tregenda lo sapevamo. Però il XVIII Rapporto “Ecosistema Scuola” di Legambiente fotografa una situazione rovinosa: in base agli studi fatti dalla nota associazione, soltanto l’1% delle scuole allo stato attuale è costruito con criteri antisismici. Un dato impietoso, estratto da verifiche accurate sui plessi presenti nei territori delle province di Pesaro-Urbino, Ancona e Macerata. Per Fermo e Ascoli Piceno invece l’incompletezza dei dati e le mancate risposte di molte scuole non ha reso possibile fare un’indagine accurata, spia fin troppo evidente che se vogliamo la situazione lì può essere persino peggiore». Così Patrizia Terzoni, portavoce del Movimento 5 Stelle presso la Camera dei Deputati.

«Nelle tre province monitorate, il 47,2% di edifici risulta costruito prima della normativa antisismica del 1974 (la media nazionale è del 63,6%). Nessuna scuola è edificata con criteri di bioedilizia, solo l'1,4% vanta criteri antisismici e le verifiche di vulnerabilità sismica hanno interessato soltanto il 14,3% degli edifici, nonostante i danni creati dal terremoto di un anno fa. Il 16,8% degli edifici necessita di interventi urgenti. Unica nota lieta sono i dati sulle certificazioni di collaudo statico, i certificati di prevenzione incendi, degli impianti e dei requisiti di accessibilità, tutti sopra la media. Ma meno di un terzo delle scuole possiede il certificato di agibilità (30%), mentre la certificazione igienico-sanitaria c'è nel 67,2% degli istituti. Per quanto riguarda le energie rinnovabili, il 66,7% delle scuole marchigiane beneficia del solare fotovoltaico e il 46,7% del solare termico: numeri passabili, ma bisogna fare molto di più. Resta però la macchia dell’antisismicità pressoché inesistente: può un territorio come quello marchigiano purtroppo teatro così frequentemente di eventi sismici avere dati peggiori di regioni del Sud come Calabria o Sicilia? E’ desolante. In Regione è giunto il momento che qualcuno si interroghi, e che a livello centrale si inizi a pensare che un grosso piano di investimenti per la messa in sicurezza degli edifici scolastici non è più rimandabile, senza contare che si creerebbero non pochi posti di lavoro. Invece di mettere nella legge di Bilancio solo mancette, lor signori si sveglino prima che sia troppo tardi».

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