Terremoto e ricostruzione, l'impegno dell'Anci: «Tutti a casa entro il 30 ottobre»

I Comuni Italiani si radunano nelle Marche per parlare di ripopolazione delle aree interne. Giovedì Ceriscioli dalla Boschi mentre Oreficini entra nella Commissione Sisma

da sinistra De Angelis, Mangialardi e il direttore Anci Bedeschi

I 7978 Comuni italiani si incontreranno per la loro 17esima conferenza nazionale dell'Anci nelle Marche per parlare di politiche di ripopolazione delle aree interne. Appuntamento per il 30 giugno a San Benedetto del Tronto. Scelta marchigiana che diventa un simbolo vista la situazione dell'entroterra terremotato ancora in via di risoluzione. Con un impegno da parte del presidente regionale Anci, Maurizio Mangialardi: «Entro il 30 ottobre, a un anno dalle scosse, tutti saranno di nuovo nei loro territori – dice – ci siamo trovati a i conti con una situazione eccezionale e abbiamo avuto l'obbligo di riprogettare senza fare errori ma nessuno, in questo periodo, è rimasto senza un tetto». Scelta simbolica, si diceva. Già perché lo spopolamento delle aree interne era all'ordine del giorno dell'Anci ben prima delle scosse telluriche che hanno devastato l'Italia Centrale. 

I dati. I Comuni sotto i 5mila abitanti sono 5.560, il 69,69% del totale. Hanno una popolazione pari al 16,52% di quella italiana (poco sopra i 10 milioni) ma amministrano quasi il 54% del territorio nazionale. Nelle Marche, regione che conta 229 comuni totali, ben 163 sono considerati piccoli (il 71,18%) con 325mila abitanti (il 21,07% della popolazione) e confini che abbracciano il 53,02% del territorio regionale. Ben 87 sono nel cratere sismico. «Capite bene – dice Roberto De Angelis, presidente dei piccoli comuni marchigiani e sindaco di Cossignano – che nonostante le poche risorse i sindaci di queste realtà sono essenziali per la cura del territorio. Il tema di dare un freno all'esodo era già in agenda perché molti rischiano di scomparire e l'abbandono significa assenza di manutenzione e dissesto idrogeologico».

Il grido d'aiuto. L'obiettivo dell'Anci è arrivare a un Manifesto Politico dei Piccoli. Un elenco di richieste per agevolare il ruolo dei sindaci e frenare l'emigrazione verso la costa. Le richieste? Si va da semplificazioni su Imu e bilancio, uno snellimento della burocrazia («Abbiamo tra i 60 e i 120 adempimenti di trasferimento dati verso altri enti dello Stato» spiega De Angelis), semplificazioni per quanto riguarda gli appalti e possibilità di assumere personale che, già risicato all'osso, ha subito in questi anni al blocco del turnover nel pubblico. «Anche perché se parliamo di piccoli comuni, la spesa pubblica si aggira sull'1,2%» ha aggiunto De Angelis.

I sindaci del cratere sismico. «Sono stati fondamentali – li elogia Mangialardi – importantissimo e indispensabile presidio nella fase di emergenza. Hanno dato la possibilità di ripartire anche se, mi rendo conto perché ci sono passato (alluvione del 2014, ndr), si trovano tra l'incudine e il martello delle richieste dei cittadini. Come Anci abbiamo fatto poco rumore ma lavorato tanto: attenti a raccogliere le istanze e trasmetterle, correggendo i provvedimenti dove questi non rispondevano alle esigenze reali. San Benedetto sarà l'occasione per confrontarci e affrontare una problematica che già c'era e che, da noi, si è amplificata con il terremoto». L'umore non è dei migliori e a testimoniarlo è proprio De Angelis, anche lui, a sua volta, sindaco terremotato. «C'è comprensibile scoramento - dice – e timore che i lavori non rispetteranno i tempi previsti. A detta dei sindaci i lavori vanno a rilento tuttavia le ditte, sia per la realizzazione delle casette che per la rimozione delle macerie stanno lavorando speditamente. Le richieste dei cittadini sono tante. Soprattutto chiedono di poter tornare a casa. Noi, come Anci, monitoriamo. E se serve alzeremo la voce».

A Roma dalla Boschi. Giovedì 29 a Roma si terrà un incontro nella Capitale tra Maria Elena Boschi, sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e le Istituzioni marchigiane. Ci saranno il governatore Ceriscioli, il commissario straordinario Vasco Errani, il Capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e Mangialardi a nome di tutti i Comuni della regione. Un vertice per fare il punto della situazione.

Torna Oreficini. Tecnico della Commissione Terremoto in seno all'Anci Marche. È il ruolo ritagliato per Roberto Oreficini, già capo della Protezione Civile delle Marche e ora ai vertici nazionali del Dipartimento.

Soldi per salvare l'arte. L'Anci è riuscito anche a mettere da parte un fondo da 200mila euro per finanziare, in collaborazione con i sindaci e le Soprintendenze, il restauro dei beni culturali e artistici terremotati. Gran parte del contributo è stato reso possibile dal Pio Sodalizio dei Piceni ma sono pervenute anche donazioni private. Prossimamente sarà avviata una campagna pubblicitaria per incrementare i contributi e dare la possibilità ai comuni di rientrare in possesso delle opere al momento dislocate al sicuro lontane dalla macerie.

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