Politica

Terremoto, Rifondazione Comunista: «Con i soldi dell'emergenza finanziano pista ciclabile»

«Una volta di più il modello imposto dal governo nazionale, burocratico, centralistico, macchinoso e antidemocratico, mostra i limiti le cui conseguenze pagano dolorosamente le popolazione terremotate»

«La generosità, l’impegno solidale sono tra le principali virtù civili. Il dramma del terremoto ne è stato l’esempio. Migliaia e migliaia di persone, in tanti modi diversi, hanno dato il loro contributo. Chi non ha potuto partecipare di persona ha scelto di dimostrare la propria vicinanza a quel dolore e a quelle sofferenze con una sottoscrizione in danaro. Questa generosità è stata copiosa, ad esempio oltre 33 milioni raccolti dalla Protezione Civile con il famoso SMS solidale, di cui, per le Marche quasi 18 milioni di euro». Così il Partito della Rifondazione Comunista, Comitato Regionale Marche

«Purtroppo però, di nuovo la saggezza del popolo si scontra con l’insensibilità di certa politica - continua -  Così la Giunta regionale delle Marche, chiamata a deciderne l’utilizzo, insieme al Comitato dei Garanti dove siede, a rappresentare la nostra Regione,  anche l’ex On. Marisa Abbondanzieri vuole destinare quasi un terzo di questo finanziamento (circa 5 milioni e mezzo)  alla realizzazione (sembra solo un primo lotto) di una pista ciclabile da Civitanova Marche a Sarnano, opera dal “vago” sapore di gratulazione da collegio elettorale per l’assessore regionale Sciapichetti, sicuramente non urgente e, con qualche impegno, finanziabile con risorse diverse di quelle dedicate alla ricostruzione post terremoto. Certo questa scelta non è in sintonia con lo spirito di quanti hanno versato, facendo in tanti casi anche un vero sacrificio, il loro contributo. Di più, questa disinvoltura e questa superficialità seminerà, ancora di più, sfiducia e disillusione. Invitiamo pertanto la Regione Marche a recedere da questa scelta, di più, invitiamo tutti quelli che hanno messo la loro solidarietà a disposizione dei terremotati a far sentire la loro voce e il loro sdegno. Ancora una volta la Giunta regionale dimostra la sua incapacità, una volta di più il modello imposto dal governo nazionale, burocratico, centralistico, macchinoso e antidemocratico, mostra i limiti le cui conseguenze pagano dolorosamente le popolazione terremotate».

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