Terremoto, la provocazione di Brignone (Possibile): «Dimenticatevi queste terre»

La segretaria di Possibile si scaglia contro la mancata ricostruzione a tre anni dal terremoto: «Promesse più leggere del vento», poi lancia la provocazione

Foto di repertorio

«La ricostruzione non è ferma. È inesistente. In questi tre anni di visite, di progetti e di incontri, di niente ho visto piene decine di occhi. Di fronte al niente. Di fronte a parole e promesse più leggere del vento. Di fronte a un paesaggio irriconoscibile». Parole dure quelle di Beatrice Brignone, segretaria di Possibile a tre anni dal devastante terremoto.

«Ora ci sono le Soluzioni abitative di emergenza dove prima c’era un campo, ci sono i negozi in una struttura lontana, ci sono gli uffici e le banche ancora nei container. Ci sono tante famiglie che non hanno fatto ritorno. Tante che non ce l’hanno fatta. Tante che dal niente sono state inghiottite». No alla retorica, prosegue al Brignone: «Sono 140 i Comuni colpiti dal sisma e sono 140 sono i terremoti, ciascuno con le sue caratteristiche e le sue criticità ma accomunati tutti dal niente di un’inesistente ricostruzione. Meglio risparmiare le chiacchiere di chi non sa neanche quello che dice, la retorica di chi domani si sarà già dimenticato, la strumentalizzazione su “ai-terremotati-chi-ci-pensa”». Poi la provocazione: «Facciamo che domani vi dimenticate tutti di queste terre esattamente come fate durante il resto dell’anno. È più dignitoso. È più rispettoso. Meglio un colpevole silenzio, delle ipocrite parole». 
 

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