Terremoto, casette, macerie e ricostruzione: tutti i numeri della Regione

Il punto delle governatore Ceriscioli che attacca i detrattori: «I soldi ci sono, chi dice il contrario lo fa solo per tornaconto politico». Ma le soluzioni abitative slittano ancora

Un cane tra le macerie di Pescara del Tronto dopo il terremoto

A un anno dalla prima scossa di terremoto del 24 agosto 2016 il governatore Ceriscioli ha fatto il punto della situazione rispetto all'emergenza abitativa, alla ricostruzione e, soprattutto, ai soldi a disposizione per far risorgere le Marche. Difficile dare una data precisa per il ritorno alla normalità. Lo stesso cronoprogramma delle casette, o Sae, per usare il termine tecnico, varia di volta in volta. In alcuni casi, aree che erano previste come pronte per l'autunno hanno dilatato i tempi. È così per Acquasanta Terme (data nel precedente rendiconto di maggio per pronta a settembre e invece scivolata a ottobre) ma anche per Visso (area di Borgo San Giovanni che slitta da agosto a dicembre). In totale sono 1857 le Sae suddivise in 27 Comuni che le hanno richieste. A Castelsantangelo sul Nera, Cessaplombo, Force, Gagliole, Gualdo, Pieve Torina, Pioraco, San Severino e Serrapetrona sono state consegnate 612 casette mentre altre 85 sono in consegna a Fiastra, Pieve Torina e Montecavallo. In tutto ci sono 78 cantieri ancora aperti e sono stati investiti 69 milioni di euro per i lavori di urbanizzazione. «E non stiamo parlando di lavori da poco – chiosa Ceriscioli – perché non siamo in Pianura Padana ma in montagna: quando parliamo di opere di urbanizzazione dobbiamo pensare a interventi importanti, di terrazzamenti e fondamenta. Non dobbiamo nemmeno dimenticare che le Marche hanno subito scosse sismiche di magnitudo elevate. Addirittura il 6,5 è il terzo terremoto più potente della storia sismica d'Italia. Abbiamo 87 comuni nel cratere sismico, altri 90 che hanno subito danni in una superficie di 3.978 kmq (quasi un terzo dell'intera regione) e quasi 32mila sfollati. Queste sono le cifre del sisma».

MACERIE

Ad Arquata stanno lavorando i militari del Genio. Ceriscioli è chiaro sul punto. Quei soldati sono lì perché fare una gara d'appalto avrebbe dilatato ulteriormente i tempi. "La burocrazia fa più danni del terremoto", abbiamo spesso letto nei cartelli di protesta delle popolazioni colpite. Forse si è trovato il sistema di aggirarla impiegando le stellette. Sono 4,5 i milioni di euro stanziati per questo capitolo. Al momento ne sono state rimosse 125mila tonnellate contro una stima di 1,1 milioni di tonnellate. Una goccia nel mare. «È sbagliato pensare a una ruspa che porta via tutto – spiega Ceriscioli – perché anzitutto i materiali vanno separati dall'amianto e cerchiamo di recuperare anche gli oggetti personali delle persone, anche i più piccoli, per restituirli. Al momento possiamo arrivare a rimuovere 2000 tonnellate al giorno ma contiamo di arrivare a 3200. I tempi? Il termine delle operazioni è previsto per dicembre 2018 ma sul capitolo della rimozione d'urgenza, delle strade, ad esempio, siamo all'80%».

RICOSTRUZIONE PRIVATA

Ai primi di agosto sono arrivate agli Uffici Ricostruzione 651 pratiche tra danni lievi (565 abitazioni, 37 aziende) e gravi ma solo in 26 casi sono già iniziati i lavori. «Quando mi hanno presentato i numeri mi sono lamentato perché li ritenevo bassi ma poi sia Vasco Errani che il presidente della Regione Abruzzo mi hanno detto che a un anno dal sisma non è affatto scontato. Questo significa che gli strumenti normativi sono adeguati» ha sottolineato il presidente regionale.

AZIENDE E STALLE

Il 93% del moduli abitativi rurali è stato gi realizzato e arredato, sono state consegnate il 95% delle stalle e l'80% dei fienili. Sulle aziende delocalizzate sono stati ultimati 14 interventi in 29 comuni. Entro fine agosto saranno pronti le aree di Pieve Torina. Poi, settembre, tocca a Ussita, Castelsantangelo sul Nera, Muccia e Caldarola. Tempi più lunghi per Camerino e Visso che hanno pensato a nuove localizzazioni per, rispettivamente, 68 e 43 attività produttive.

«I SOLDI CI SONO»

«Basta speculazioni» tuona Ceriscioli. Il totale degli investimenti calcolato dalla Regione supera il miliardo di euro: 333 milioni per i piani di ricostruzione delle scuole e delle strutture sanitarie, 248 milioni dal governo e dall'Europa per il rilancio del turismo, l'ambiente, le scuole, 160 milioni per l'agricoltura dal psr e dal Feasr, 286 milioni dall'Anas per le strade, 20 milioni per la sanità, 120 milioni per la ricostruzione dei beni culturali dal Ministero. C'è chi dice che il Governo non ha dato le risorse? Io dico, le spendessimo queste risorse. C'è chi ha atteso anni per vedere così tanti investimenti. Qui c'è un gruppo di persone che ha lavorato il sabato e la domenica, senza ferie. Io personalmente continuerò a lavorare per far sì che la politica dia risposte e contro chi cerca di grattare consensi sulle difficoltà dei marchigiani. Ci sono politici, anche sindaci, che usano la grancassa dell'informazione ma se lo fanno per cercare un trampolino in vista delle elezioni politiche sappiano che è un errore perché poi i cittadini se ne accorgono».

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