Decreto sisma, Carloni (Lega): «Ennesimo schiaffo alle Marche»

Così commenta il consigliere regionale della Lega Mirco Carloni il DL Sisma presentato del Governo

foto di repertorio

«Il DL Sisma imposto dal governo giallorosso è inutile e controproducente . Questo decreto rappresenta l'ennesimo schiaffo alle Marche. Ceriscioli ignorato ed isolato dai suoi stessi compagni di partito». Così commenta il consigliere regionale della Lega Mirco Carloni il DL Sisma presentato del Governo.

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«Il decreto legge sul sisma varato dal Governo PD - Cinque Stelle rappresenta l'ennesima amara delusione per la nostra Regione e per le popolazione terremotate. Con questo testo è stata cancellata definitivamente ogni speranza per accelerare la ricostruzione. Il decreto è stato prodotto senza l’ascolto del territorio, dei sindaci, dei governatori e neppure delle categorie professionali che da mesi lavorano sul campo. Le novità contenute non risolvono nulla, anzi appesantiscono un quadro normativo, già eccessivamente ingarbugliato fin dalla fase iniziale. L’autocertificazione dei progetti, sbandierata come una grande novità, non solo non produce alcuna svolta alla ricostruzione, ma rischia, invece, di complicare ulteriormente i procedimenti visto che scarica sui professionisti ogni responsabilità, persino quelle penali. A nulla è servito il giudizio negativo espresso dalla rete RPT (Rete delle Professioni Tecniche) su questa norma definita come “strumento inutilizzabile” per far cambiare idea ad un Governo che si è dimostrato sordo alle richieste provenienti del territorio. Il testo presentato è stato fin dal principio blindato e non è stato possibile apportare alcuna modifica e sono stati respinti persino quegli emendamenti che con poche risorse avrebbero permesso di tutelare le famiglie terremotate.  Le Marche, che rappresentano i due terzi della zona coinvolta, ne escono di nuovo sconfitte ed il suo presidente Ceriscioli, rimasto completamente inascoltato dopo le critiche espresse sul decreto, ne esce sempre piu' indebolito ed isolato dai suoi stessi compagni di partito».

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