Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Biogas, Terre Nostre: “Assessore regionale all’Ambiente: che ruolo ingrato nelle Marche!”

“Al presidente Spacca è riuscito soprattutto di bruciare “politicamente” vari assessori all’ Ambiente regionali cui è toccato lo scomodo compito di difendere l’indifendibile”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

"In effetti, con i suoi più o meno vani tentativi di bruciare biomasse e biogas sotto casa dei cittadini marchigiani, al presidente Spacca è riuscito soprattutto di bruciare “politicamente” vari assessori all’ Ambiente regionali cui è toccato lo scomodo compito di difendere l’indifendibile.

Bruciati i progetti (dalla centrale Sadam a Jesi, alle 7 sentenze negative per la Regione in 7 mesi sul biogas), bruciati (politicamente) i vari assessori all’ ambiente.

Questa curiosa prassi, in  verità, va avanti da un po’.

Come non ricordare il sedicente comunista ex assessore regionale all’ ambiente Marco Amagliani, politicamente scomparso dopo aver addirittura difeso l’ operato di uno dei principali simboli del capitalismo – Maccaferri- , che voleva insediare a Jesi una mega raffineria di biodiesel ed una centrale a biomasse da 18 MW dopo aver chiuso lo zuccherificio, incentivato con milioni di euro dalla UE?

E che dire di Sandro Donati, che da buon simbolo di coerenza, ha difeso a spada tratta prima le fonti fossili (favorendo l’ ok al rigassificatore di Falconara), poi le rinnovabili, da paladino del biogas? Fatto fuori (politicamente) anche lui…

E pensare che i “veri” registi o responsabili delle assurde scelte di questa Regione a volte si sono ritrovati addirittura premiati, come Paolo Petrini, “promosso” onorevole. Sarà solo perché è riuscito a favorire i disastri regionali di Sadam prima e del biogas poi da assessore regionale all’ Agricoltura?

Oggi è il turno dell’ assessore MAURA MALASPINA, alla quale riconosciamo una tenacia senza limiti nel tentare di difendere l’indifendibile, con arrampicate sugli specchi degne dei migliori alpinisti.

L’ultima uscita boomerang dell’ assessore riguarda la recente pronuncia del Consiglio di Stato n. 798/2014 del 19 febbraio scorso con la quale viene sospesa ogni attività in essere per l’ impianto a biogas di Osimo.

Nel tentare di difendere la proposta di legge di cui alla Delibera di Giunta Regionale n.1682 del 16.12.2013  (cosiddetta "PACCO DI NATALE") la cui percorribilità risulterebbe gravemente compromessa dalle indicazioni del Consiglio di Stato, l’ Assessore ha dichiarato che la pronuncia in questione del Consiglio di Stato “è un’ordinanza e non una sentenza e non ha dunque valore definitivo. ”

Gent.mo Assessore, lo sappiamo e lo abbiamo detto bene che la 798/2014 è una ordinanza e non una sentenza.

Ma in tale ordinanza il Consiglio di Stato si pronuncia inequivocabilmente chiarendo che una V.I.A. ex post “non è sufficiente a legittimare ad oggi l’operatività dell’ impianto in considerazione della nota e consolidata giurisprudenza – anche europea – che non ammette una V.I.A. ex post” !!!

In pratica, il Consiglio di Stato scrive nell’ ordinanza che la V.I.A. postuma non appare percorribile per l’impianto di Osimo perché non appare percorribile “in generale” nelle sentenze che costituiscono la giurisprudenza. Se è vero cioè che un’ordinanza potrebbe non costituire di per se giurisprudenza, è incontrovertibile come è all’ interno di questa ordinanza viene chiaramente richiamata la giurisprudenza che inchioda la sopra citata proposta di legge “Pacco di Natale” della Giunta Regionale volta proprio a permettere la V.I.A. ex post.

Non sarà proprio per questo che il Consiglio di Stato, nel dar torto alle Regione, la condanna anche alle spese legali di soccombenza? Raramente infatti, nelle pronunce su ricorsi amministrativi, le parti soccombenti, specie ove siano Enti pubblici, vengono condannate: di solito ciò avviene quando i comportamenti dei soccombenti, che hanno portato gli appellanti a presentare il ricorso, appaiono ai giudici palesemente infondati o pretestuosi.

Nel suo comunicato senza macchia e senza paura, l’ assessore si spinge “oltre” ammettendo, ci auguriamo senza rendersi ben conto della gravità di quello che sta dicendo, che la proposta di legge della Giunta Regionale di cui alla DGR 1682/2013 sarebbe finalizzata alla rinnovazione o, peggio ancora, al “riavvio dei procedimenti autorizzatori”  relativi ad autorizzazioni annullate.

Sulla base di quale principio giuridico, assessore, intenderebbe rinnovare una autorizzazione annullata e quindi cancellata da una sentenza del giudice?

Di memorie legali, sentenze e osservazioni a riguardo per far capire come stanno realmente le cose alla Sig.ra Malaspina ed ai suoi colleghi abbiamo riempito il protocollo della Regione, fin dall’ estate del 2012.

Il Consiglio di Stato non fa altro che confermare il tutto.

Se ne faccia una ragione l’ Assessore, e soprattutto, proceda quanto prima, nel rispetto di ciò che è stato già ben chiarito e disposto dai giudici, al fine di annullare le autorizzazioni illegittimamente rilasciate in violazione della Direttiva Europea 2011/92/UE, così come sancito a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 93 del 22.05.2013 e più volte confermato dal TAR Marche[1].

Quando si ha la responsabilità di una intera comunità, molto meglio ammettere di aver sbagliato (magari clamorosamente come in questo caso) che continuare a scontrarsi (ed a perdere) contro il territorio !!!

Gli specchi su cui arrampicarsi sono finiti !"

Jesi, 4 marzo 2014

Per Terre Nostre  Marche  (Coordinamento regionale di Comitati a tutela dell’Ambiente, della Salute e del Territorio, aderente al Coordinamento nazionale Terre Nostre)

Il Presidente
Massimo Gianangeli

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