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Caso Tari, il Comune: «Risarcimenti in automatico se abbiamo sbagliato»

Il Comune invita alla calma e resta in attesa di chiarimenti da parte del Mef. Il sindaco: «Sia chiaro che non abbiamo incassato più di quanto dovuto»

Il sindaco Mancinelli e l'assessore Fiorillo

Sono circa 16mila le famiglie anconetane che avrebbero pagato più Tari del dovuto rispetto a quanto riferito dal sottosegretario al Tesoro Pier Paolo Baretta nel rispondere a un’interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle calcolando, cioè, le pertinenze come garage e soffitte nella parte variabile della tassa. Stessa cosa fatta dal Comune di Ancona che, in attesa delle linee interpretative promesse dal Mef per chiudere un pasticcio a livello nazionale, invita alla calma. Intanto, attraverso Ancona Entrate, due conti a Palazzo del Popolo se li sono fatti: su circa 40mila utenze ci sarebbero oscillazioni tra i 15 e i 30 euro l’anno in più o in meno a seconda dei casi. «Tengo a sottolineare – spiega il sindaco Valeria Mancinelli – che il Comune non si è arricchito a scapito dei cittadini. La Tari copre interamente il costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Sulla cifra totale è il metodo di calcolare il riparto che viene messo in discussione». Riparto che non riguarda le utenze non domestiche come negozi e attività produttive ma solo le residenze. 

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Quanto si può avere indietro

Qualora il Mef dovesse accertare che il Comune ha interpretato male la normativa, un appartamento di 70 mq occupato da due persone con una pertinenza dovrebbe pagare 29 euro in meno l’anno. Stesso appartamento, stesso numero di occupanti, ma senza garage, 16 euro in più. Una famiglia di 5 persone in un appartamento di 120 mq? Con garage, 12 euro in meno. Senza, 26 euro in più. Dai conteggi fatti, se il Comune sarà costretto a correre ai ripari, saranno 24mila le utenze chiamate a pagare la maggiorazione.

Sul regolamento c’era l’ok del Ministero

«Il regolamento sulla Tari, dopo l’approvazione in consiglio comunale, è stato inviato per l’approvazione al Ministero dell’Economia. È stato letto ed è tornato indietro con alcune correzioni da fare per termini inesatti. Non per come abbiamo ripartito la Tari» spiega l’assessore al Bilancio, Fabio Fiorillo.

Cosa devono fare i cittadini

Dal Comune si invita alla calma. Il consiglio, intanto, è quello di pagare quanto è stato calcolato da Ancona Entrate per la scadenza del 16 novembre. Poi si vedrà. «Contiamo – aggiunge il sindaco – di avere una risposta nel giro di poche settimane. Se il regolamento è da cambiare faremo rimborsi in automatico a chi ha pagato di più”. Il piano B prevede anche l’attivazione di uno sportello ad hoc presso Ancona Entrate e, qualora i tempi dovessero dilatarsi, anche il blocco della prescrizione per richiedere il rimborso, calcolato dalla legge in cinque anni. Visto che l’esordio della Tari è datata 2014, c’è almeno un anno e mezzo davanti per pensarci.

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I rifiuti e il gestore unico

Il sindaco è tornato anche sul progetto di affidamento unico provinciale per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Servizio che l’Ata, assemblea dei comuni, ha deliberato di dare a Multiservizi e che sarebbe dovuto partire dal 1 gennaio se non fossero arrivati due ricorsi al Tar, contro l’affidamento diretto, da parte di Rieco e Marche Multiservizi (gruppo Hera) gruppi privati del settore interessati a una gara aperta. «Il tema vero tema – conclude il sindaco – è contenere il costo effettivo della Tari. Per far questo è necessario, anche se non risolutivo, avere un unico gestore a livello provinciale. Il percorso andrà avanti con tappe più complesse, visti i ricorsi, ma come Comune siamo impegnati perché per noi è l’unica soluzione».

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