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Foto di repertorio

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Sversamenti a mare: nessuno vuole le vasche, né al centro città e né in spiaggia

Baldassini in sede di commissione consiliare ha chiesto espressamente al rappresentante del gestore della rete fognaria la possibilità di aumentare le portate delle attuali pompe

«Sembra un pensiero comune il dire no alle vasche di prima pioggia, nè in centro né spiaggia per le più giuste motivazioni pubblicamente espresse da un lato e dall’altro dagli interessati ai lavori, ma questo sembra non essere stato recepito dall’amministrazione comunale in sede di commissione consiliare tenutasi il 24 novembre scorso in diretta streaming, dove si sarebbe dovuto tutelare i cittadini e la città dicendo sì al collettore di gronda». Lo dice il consigliere comunale Marco Baldassini, promotore del progetto Muds (Marine Underwater Depuration System), che continua a sostenere che ci potrebbe essere la possibilità di accontentare tutti e non creare nessuna vasca, facendo le condotte sottomarine per portare il refluo delle acque meteoriche lontano dalla nostra costa, almeno a 600 metri dalla riva, come viene specificato nel documento preliminare redatto da Vivaservizi e Università, evitando il divieto di balneazione. Baldassini ricorda inoltre di aver chiesto il blocco dell’opera faraonica di Vivaservizi almeno per quanto riguarda il territorio falconarese e continua a chiedere di invertire l’iter dei lavori previsti, iniziando proprio dalla realizzazione delle condotte sottomarine che «a questo punto potrebbero anche essere più lunghe di quanto previsto in modo che anche i filtri Muds possano lavorare più in sicurezza ad una profondità maggiore, quella condotta sottomarina che è opera prioritaria a Palombina nuova».

«Se sono previste per Falconara tre condotte sottomarine - contiuna il consigliere - le stesse risulteranno contenitori del refluo e potrebbero sostituire le stesse vasche, ma nessuno potrebbe impedire di realizzarne in totale 7 come da progetto iniziale. In attesa di ricevere un riscontro da parte della società Muds di Genova e ricevendo i dati tecnici dalla stessa Vivaservizi, di illustrare una possibile soluzione, incalzo sul principio di questo bando: il progetto non è vincolante, resta vincolante l’impegno economico. A questo punto, risparmiando i soldi per la realizzazione delle vasche, il denaro potrebbe essere impiegato per adeguare la rete fognaria falconarese vecchia di oltre 50 anni, potendo intervenire nei collettori sotto le strade ingrandendoli in modo che gli stessi possano dar respiro alle pompe di sollevamento attualmente presenti dentro gli scolmatori in spiaggia che, pompando al limite di legge, devono trasferire le prime piogge al depuratore Vallechiara. Ad oggi la somma a disposizione tramite l’Aato è di 13 milioni su un totale di 22 milioni necessari per Falconara e questo vuol dire che oltre ad attendere 8 anni per la realizzazione del progetto faraonico , dobbiamo attendere di trovare le risorse economiche che mancano».

Baldassini in sede di commissione consiliare ha chiesto espressamente al rappresentante del gestore della rete fognaria la possibilità di aumentare le portate delle attuali pompe. «Se questo significa ingrandire o raddoppiare il tratto finale della tubazione che da Villanova arriva in via delle Caserme, che sia fatto. Sarà sicuramente prevista un'altra commissione consiliare per ascoltare la società Muds e le loro proposte, in modo da non chiudere al sistema di depurazione sottomarina come invece sembra aver dichiarato l’amministrazione». 

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