La Regione "azzera" lo sport, Sturani: «Così si blocca tutto»

Lo scorso 28 dicembre, la Regione ha votato un bilancio di previsione per il 2015 in cui le risorse per lo sport passano da 800mila a 50mila euro. Ma il Coni non ci sta e contrattacca

Nel bilancio preventivo per il 2015 dalla Regione non ci sono finanziamenti per lo sport e il Coni lancia l’allarme: «Così finisce lo sport nelle Marche». Lo ha detto ieri il presidente Fabio Sturani che, in una conferenza stampa, ha analizzato il documento politico regionale approvato lo scorso 28 dicembre, che prevede un ridimensionamento da 800mila euro a poco più di 50mila euro. Se così fosse si rischia il blocco di tutti i progetti già avviati da parte della confederazione delle associazioni sportive nella regione. Quali? Primo: il censimento degli impianti sportivi.  Secondo: il passaporto ematochimico che, per tutti gli agonisti dai 14 ai 18 anni, serve a monitorare in modo sistematico i valori ematici degli atleti per una prevenzione efficace. Terzo: il progetto di attività motoria nelle scuole primari. E allora Sturani ha lanciato la controffensiva in vista delle prossime elezioni: «Come Coni presenteremo un documento politico da sottoporre a tutte le forze politiche a cui potranno aderire tutti e chiederemo un assessore unico allo sport» ha ribadito l’ex sindaco di Ancona. 

Fatto sta che per ora è tutto in bilico, insieme all’intero sistema di prevenzione sanitaria perché nella posta in gioco c’era anche il progetto di creare tre centri di medicina sportiva (2 ad Ancona e 1 ad Ascoli) convenzionati con il pubblico che avrebbero garantito gratuitamente il certificato medico agonistico a circa 5mila atleti sotto i 18 anni. E su questo Sturani non ha dubbi: «Sia chiaro che stiamo parlando di prevenzione e tutela della salute. Siamo arrabbiati e disorientati da quanto fatto dalla Regione perché da un rapporto proficuo e collaborativo, ci troviamo nel bilancio cifre pari a zero». E se si pensa che in tutta la regione si contano 5.400 associazioni sportive e circa 130mila tesserati, la conseguenze sono tutt’altro che rosee.

Ma la cosa che ha fatto infuriare ancora di più le massime cariche del Coni Marche è stato il metodo della politica. «Abbiamo chiesto due volte un incontro con uno degli assessori oppure di riunire una commissione ad hoc. La Regione non si è mai degnata di risponderci. Un’assenza di confronto così non è accettabile» ha tuonato Sturani, che ha poi lanciato la controffensiva in vista delle prossime elezioni: «Come Coni presenteremo un documento politico da sottoporre a tutte le forze politiche a cui potranno aderire tutti e chiederemo un assessore unico allo sport» ha ribadito l’ex sindaco di Ancona. 

Poi ha parlato Luca Savoiardi (Presidente regionale del comitato paraolimpico) che ha spiegato come questa decisione rischia di avere pesanti ripercussioni psico-fisiche su chi, essendo disabile, ha investito molto nell’attività fisica per dare nuovi obiettivi alla propria vita. C’era anche Giulio Lucidi (Vice presidente del Coni), che ha messo in guardia dal fatto che si sta risparmiando sulla salute delle persone perchè sono soldi tolti a progetti volti ad organizzare anche corsi per varie attività fisiche, sostegno agli anziani e giovani obesi. «Per ogni euro risparmiato sullo sport ne dovremo spendere 3 per la futura assistenza sanitaria di chi non ha fatto prevenzione attraverso il moto» ha detto Lucidi. L’ultimo a parlare è stato Germano Peschino (Vice presidente vicario del Coni): «Così lo sport chiude».

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