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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Politica

Modifica dello Statuto, arriva la figura del sottosegretario. Pci: «Poi ministri in capo agli assessori?»

I motivi della contrarietà all'istituzione della figura del "Sottosegretario” in Regione

«L’”autonomia differenziata” non è ancora legge, ma già alcune Regioni si stanno muovendo  alacremente in tale direzione. Tra esse anche le Marche. 
Con la proposta di Legge n. 138 di iniziativa della Giunta per la modifica dello Statuto regionale si  vuole introdurre la nuova figura del “sottosegretario”, quasi a voler prefigurare un futuro ruolo di  “ministri” in capo agli assessori, affiancando l’impropria qualificazione di “governatori” attribuita  ai presidenti regionali». Lo scrive in una nota il Pci Marche. 

«La proposta, illustrata in Consiglio regionale per la maggioranza dal fratello d’Italia Ciccioli e per la  minoranza dal PDista Cesetti, introduce questa nuova figura di “sottosegretario” alla Presidenza  della Giunta regionale, da nominarsi dal Presidente stesso tra i consiglieri regionali o di fuori, a  propria discrezione. Questo “sottosegretario” potrà sostituire il Presidente in tutte le funzioni ove  delegato, intervenire al Consiglio regionale, partecipare alle riunioni di Giunta pur non facendone  parte, ed è equiparato di fatto a un assessore. Poiché la legge dello Stato fissa in sei il numero  massimo di assessori consentiti, si aggira così e viola la norma, aggiungendo… nuovi posti a  tavola! Un aggravio delle spese di bilancio a beneficio delle oligarchie, nel mentre si comprimono  per difetto di risorse servizi essenziali. Basti pensare alla sanità. Cesetti, volendo differenziarsi da Ciccioli, si è detto favorevole alla modifica dello statuto ma contrario a nominare chi non è consigliere regionale; annunciando anche la volontà di impugnare  l’atto per violazione della legge nazionale. Ma evidentemente non è del tutto aggiornato sulle scelte  del suo Partito. Anche in questo caso il centro-destra marchigiano si inserisce in uno strappo istituzionale già  operato dal PD. Il presidente dell’Emilia-Romagna Bonaccini, che è oggi il candidato più accreditato per subentrare a Letta quale nuovo segretario nazionale del partito, anticipando tutti ha  già reso operativa tale norma, nominando “sottosegretario” con decreto del febbraio 2020 Davide  Baruffi, ex parlamentare e non facente parte del Consiglio regionale. Attribuendogli nell’atto di  nomina il compenso previsto per gli assessori regionali. In Liguria per altro, dove la maggioranza di centro-destra ha appena votato sulla stessa norma, ci si  propone di nominare non uno solo, ma “fino a tre sottosegretari”. Pensando bene a come poter equamente accontentare tutte le tre forze del centrodestra di governo. Come si vede, si sta  procedendo alacremente su una china vergognosa, che lascia appena intravedere cosa potrà succedere se passa, come vogliono questi stessi signori, l’”autonomia differenziata”. Il PCI si oppone a questa deriva pericolosa, denuncia il lavorìo disgregante dell’unità nazionale e  corruttivo delle oligarchie a livello locale e nazionale ed è per il ritorno al testo originario della  Costituzione così come fu approvato dai padri costituenti, senza le modifiche al titolo V volute a  suo tempo dalla Lega e da D’Alema. Diciamo perciò NO al “Sottosegretariato” in Regione e SI al ritorno alla Costituzione». 

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