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Falconara, spiaggia per cani: Il Pd chiede chiarezza

La richiesta di chiarimenti sull'area destinata a diventare spiaggia per cani

«Durante la Commissione in un viaggio virtuale sul quartiere di Rocca Mare ho portato all’attenzione dell’assessore Rossi le numerose problematiche del quartiere e il suo stato perenne di abbandono. Alcune di esse sono sotto gli occhi di tutti, mi soffermerei sul rispetto delle norme igienico sanitarie, è presente un solo bagno pubblico in 1 km di litorale mentre le docce posizionate sono state sistemate dai volontari del posto». Lo scrive, in una nota, Laura Luciani (Pd Falconara). 

«Innanzitutto vorremmo capire qual è realmente la zona destinata ad area cani. Quella di ampiezza di 50 metri ma in un’area con il divieto perenne di balneazione in quanto prossima alla foce dell’Esino o quella esattamente davanti all’hotel Luca ma di dimensioni molto più piccole, 22 metri di larghezza che tra normative di distanziamento Covid e il normale spazio necessario alla serena convivenza degli animali si riduce a veramente un piccolo spazio- si legge nella nota- leggo ancora dichiarazioni dell’Assessore riferite allo spazio con divieto di balneazione, chi ha un animale sa che soffre esattamente degli stessi problemi sanitari di noi umani, personalmente non porterei mai a fare il bagno al mio cane in un tratto di mare con divieto di balneazione con il rischio di procurargli dissenteria o infezioni importanti. Tra l’altro in questa zona il livello del mare sale appena si entra in acqua e non è quindi agevole per portare i cani a rinfrescarsi e giocare. Il mio suggerimento è quello di sperimentare un tratto di spiaggia libera a Palombina Vecchia offrendo un punto d’acqua, contenitori per la raccolta dei rifiuti ovviamente, e delimitando la zona semplicemente con un cordone così come viene fatto in altre località balneari. Confido nel senso di responsabilità dei proprietari sul mantenere pulito il tratto di spiaggia e sulla disponibilità di alcuni referenti tra gli associati di My Fido per eventuali problemi. Tra un anno si potrà valutare la buona riuscita o meno della soluzione. Perplessità anche sull’augurio che i concessionari balneari aprano ai cani visto che la SCIA per mettersi a norma richiede un distanziamento di 10 metri dal confinante e considerando che gli stabilimenti balneari sul nostro litorale si susseguono in maniera contigua, sarà difficile realizzare un’area dedicata a loro».
 

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