Social Housing, Berardinelli (FI): “Vigileremo per la massima trasparenza”

Il Consiglio comunale di Ancona ha impegnato il Sindaco e la Giunta a porre in essere un programma di edilizia pubblica e di sostegno alla locazione, “escludendo il ricorso a nuova edificazione su suoli liberi”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

La scorsa settimana il Consiglio comunale ha votato all’unanimità dei presenti la mozione sul programma di Social Housing. L’argomento è sicuramente attuale, anche se non riguarda le ultime vicende di occupazione di immobili pubblici del Comune di Ancona, e dovrebbe coinvolgere i soggetti che non sono in grado di accedere alla locazione nel libero mercato o i nuclei familiari svantaggiati.

Il Consiglio comunale di Ancona ha impegnato il Sindaco e la Giunta a porre in essere un programma di edilizia pubblica (convenzionata, agevolata) e di sostegno alla locazione, “escludendo il ricorso a nuova edificazione su suoli liberi”.
Tutto bene, in teoria, perché poi al punto successivo si prevede la messa a disposizione di edifici o di “aree” per progetti di autocostruzione, dopo che, come purtroppo spesso accade in Italia, si vuole interpretare il significato di “suolo libero”.
E a questo punto rispunta l’incubo delle assemblee cittadine della scorsa consiliatura che allora avevano  impedito la cementificazione di zone di pregio, ad esempio a Pietralacroce o a Montedago.
Non solo, continuando con la delibera, si chiede di verificare con Istituti o Fondazioni bancarie interessate “la possibilità di acquisire immobili già completati o in via di completamento, rimasti invenduti” a alla loro assegnazione con forme convenzionate e a canone calmierato.

Non vorremmo che un argomento così delicato, importante in questo momento di crisi crescente, possa essere in qualche modo sfruttato per socializzare perdite e privatizzare utili. Motivi di opportunità vorrebbero che chi ha avuto ruoli di primo piano per lo studio e lo sviluppo di progetti urbanistici in forte crisi non da oggi, ma da anni, per una progettazione più attenta alla monetizzazione delle aree piuttosto che alla qualità della vita dei possibili residenti, facesse un passo indietro nel coordinamento di gruppi di lavoro incaricati di individuare aree dove concentrare l’attenzione della ricerca di immobili invenduti.

Inoltre, visto che la Cassa Depositi e Prestiti, che dovrebbe avere un ruolo fondamentale in questo scenario, è la Banca di tutti gli italiani che hanno versato risparmi sui libretti e conti postali e non è denaro di proprietà del Comune, né del Governo, dovrebbe essere posta la massima attenzione sul come viene impiegato quel denaro, evitando speculazioni a favore di pochi o favori per imprenditori amici.
Vigileremo affinché il progetto proceda con la massima trasparenza e che sia aperto a tutti i soggetti interessati, sia ai cittadini aventi diritto, sia a tutti i proprietari di case invendute.

Per quello che riguarda la parte di spesa di competenza comunale, ritornando alla parola dominante di questi tempi, priorità, è fondamentale prima di cercare di risolvere i problemi della cosiddetta fascia grigia, dare una risposta concreta alla fascia nera, cioè a quei cittadini disperati che sono costretti a vivere in strada o in alloggi impropri e che necessitano non di una casa, ma almeno di un tetto sotto il quale passare le notti. Se così non sarà, non ci potrà stupire di nuove occupazione e di nuovi sgomberi e di una tensione sociale che inevitabilmente salirà alle stelle.

Daniele Berardinelli
Forza Italia - PdL

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