Sinistra civica e di alternativa provincia di Ancona: «Continua la privatizzazione dei servizi pubblici»

Durante la conferenza stampa i consiglieri comunali presenti hanno denunciato i rischi inerenti l'operazione finanziaria che riguarderà nei prossimi mesi le reti del gas di Multiservizi

Da sinistra: Giuliano Brandoni , responsabile provinciale Enti Locali Rifondazione Comunista Francesco Rubini, capogruppo SEL - Ancona Bene Comune Fabio Pasquinelli, capogruppo Territorio Comunità Osimo

Si è tenuta stamattina nelle sede di Sinistra Italiana di Ancona la conferenza stampa indetta dei gruppi consiliari della sinistra civica e di alternativa della sinistra della provincia di Ancona a cui hanno partecipato SEL – Ancona Bene Comune (Ancona), Il pare che vorrei (Camerata Picena), Cittadini in Comune (Falconara), Sinistra unita (Maiolati), Territorio Comunità (Osimo), Solidarietà e Partecipazione (Trecastelli). Durante la conferenza stampa i consiglieri comunali presenti hanno denunciato i rischi inerenti l'operazione finanziaria che riguarderà nei prossimi mesi le reti del gas di Multiservizi.

«Tale operazione  - afferma Francesco Rubini, capogruppo SEL - Ancona Bene Comune - che porterà alla vendita delle reti alla società ESTRA S.p.A. e alla successiva quotazione in borsa di quest'ultima è solo l'ultima di una lunga serie di privatizzazioni in atto in tutto il paese. I sevizi pubblici essenziali diventano ogni giorno dj più oggetto del mercato e delle sue regole all’interno di strategie nazionali ed internazionali che intendo ridurre acqua, luce e gas a meri strumenti di profitto. Con operazioni di questo tipo i servizi pubblici essenziali escono dal controllo dei territori e dei loro organismi decisionali , passano dai consigli comunali ai consigli di amministrazione uscendo dalla sfera di gestione e decisione delle comunità locali. I cittadini dunque diventano consumatori e non più fruitori di sevizi essenziali per la loro vita. Tutto questo non può far altro che peggiorare le condizioni di vita di migliaia di cittadini in favore delle tacche di pochi grandi manager. Si aggiunge che l’operazione Multiservizi – Estra, oltre ad essere deleteria nel merito, è poco chiara dal punto di vista procedurale. L'atto di indirizzo su cui si sono espressi i Comuni, non solo è fondato su una valutazione economica (fairness opinion) svolta da un soggetto in palese conflitto di interessi , ma in molti consigli comunali del territorio non è stato neanche discusso con una palese violazione delle basilari regole di democrazia».

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