Sicurezza a Portonovo, il Comune pensa all'acquisizione di un deposito idrico

Lo spiega l'assessore Foresi in risposta a un'interrogazione di Eliantonio (Fdi), critico sulla gestione dell'emergenza nella baia dopo l'incendio di SpiaggiaBonetti

Lo chalet SpiaggiaBonetti distrutto da un incendio a Portonovo

Acquisire un deposito idrico a monte per favorire il tempestivo intervento antincendio a Portonovo. Ma anche fondi dall’Unione Europea destinati all’Ente Parco del Conero per migliorare la viabilità interna al bosco per il pattugliamento e il pronto intervento dei mezzi di presidio. Sono le idee a cui sta pensando il Comune di Ancona dopo il maxi rogo che ha devastato lo chalet SpiaggiaBonetti. A sollevare la questione della sicurezza nella baia è stato Angelo Eliantonio, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, con un’interrogazione urgente in cui chiedeva il numero di strade tagliafuoco presenti a Portonovo, il reparto di competenze tra Comune e Parco del Conero rispetto alla manutenzione e le intenzioni dell’Amministrazione sul ripristino delle vie di fuga. 

Nella risposta scritta, l’assessore Stefano Foresi spiega, tra l’altro, che «il territorio del Comune di Ancona vanta circa 20 km di litorale costiero, di cui 7,5 utilizzato per la balneazione. La zona di Portonovo è situata nel parco regionale del Conero», per cui «il rischio incendio boschivo non può essere limitato alla sola area costiera, ma va considerato in un quadro più ampio». Un’area, quella del parco del Conero, «significativamente antropizzata e molto frequentata a livello turistico: per questo nel periodo primaverile ed estivo è attivo da molti anni un servizio di sorveglianza attiva sia con postazioni fisse sia mobili, con capacitò di pronto intervento che tendono a ridurre sia il principio di possibile focolaio, sia la possibilità di estendersi dello stesso. L’attività, prima in capo alla Provincia, poi alla Regione Marche si avvale di volontari di protezione civile ma anche di un presidio di vigili del fuoco. Il servizio viene sospeso nelle pre notturne». Foresi aggiunge che «la pianificazione comunale relativa al rischio incendi identifica la zona di Portonovo a rischio elevato» per la presenza di «vegetazione spontanea, per lo più conifere, e per la difficoltà operativa di raggiungere le zone con normali mezzi di soccorso. Inoltre la baia, che durante il periodo estivo può arrivare a 8000 persone al giorno, è servita da un’unica via di accesso, tanto che la via di fuga è rappresentata dal mare, lato molo. Si è prevista pertanto la possibilità dell’evacuazione via mare, da coordinare con la gestione della Capitaneria di Porto».

Nella risposta, l’assessore sottolinea che la criticità è «bilanciata da una presenza di controllo che riduce il rischio di sviluppo incendi» ma l’emergenza Covid e il contingentamento di presenze previsto «rappresenta un’ulteriore riduzione del carico di rischio». Nel tempo, il Comune «ha aumentato il numero di punti presa di approvvigionamento idrico antincendio per i vigili del fuoco». Si evidenzia che la baia è «oggetto di attenta manutenzione» da parte dei privati, del Parco del Conero e del Comune stesso per «ridurre le condizioni di innesco nei parcheggi o altre aree critiche». Quanto alle strade tagliafuoco, spiega Foresi, «la questione non è praticabile per molte ragioni: l’ampiezza di queste fasce di almeno 100-200 metri avrebbe un impatto naturalistico molto pesante, snaturando il bosco». Inoltre, «la geomorfologia della zona potrebbe rendere inutile la fascia poiché, in caso di vento, la stessa sarebbe facilmente superata dalle scintille incendiarie». Infine, le possibili soluzioni: «l’Amministrazione è impegnata nella trattativa circa una possibile acquisizione di un deposito idrico in zona cima del monte, che potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di rinforzo per essere tempestivi nell’intervento antincendio, mentre il Parco del Conero potrebbe ricevere fondi comunitari per migliorare la viabilità interna al bosco per il pattugliamento e il relativo pronto intervento dei mezzi di presidio». 

Resta i fatto che, per Eliantonio, «non è chiaro il rimpallo delle competenze». Inolte, il fatto che non sia attivo di notte un servizio di controllo a Portonovo, senza che sia stato specificato in quale fascia oraria, potrebbe essere oggetto di una mozione.  

Incendio a Portonovo, in arrivo due super esperti per le indagini

Chalet distrutto, ogni ipotesi resta aperta 

Cosa rimane dello chalet - IL VIDEO 

Gara di solidarietà per aiutare Paolo Bonetti 

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