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Mauro Coltorti

Mauro Coltorti

Senatore marchigiano M5S su Facebook: «In Eritrea ed Etiopia non si vive così male»

A scriverlo su Facebook è il senatore dei 5 Stelle marchigiano che è anche portavoce dei parlamentari pentastellati delle Marche, parlando del tema dell'immigrazione e degli sbarchi

"Conosco l'Eritrea e l'Etiopia perché ci ho lavorato. In nessuno di questi due paesi ci sono situazioni aperte di conflitto ed anzi le condizioni di vita non sono così male". A scriverlo su Facebook è il senatore dei 5 Stelle Mauro Coltorti, parlando del tema dell'immigrazione e degli sbarchi. E' vero. Coltorti ha lavorato in africa, infatti, docente universitario e sponsorizzato da Luigi Di Maio per l'incarico di ministro delle Infrastrutture, Coltorti ha lavorato all'estero per ricerche su problematiche associate alle pericolosità di agenti naturali quali terremoti, frane e erosioni dei versanti. Ecco il suo intervento integrale:

"Tante persone rimproverano il Movimento 5 Stelle che sui migranti avrebbe accettato supino una politica di “destra” , quella del Ministro Salvini. La politica sarebbe di “destra” per il rifiuto di accogliere migranti nel nostro paese dove ci sono già tanti problemi a trovare lavoro. Innanzi tutto il Ministro Toninelli ha fatto un lavoro eccezionale nel coordinare l’assistenza in mare e garantire che non si verifichino criticità. Da quando siamo al Governo non ci sono stati più morti in acque internazionali. Ce ne sono stati alcuni in acque libiche fuori dell’area di controllo della marina italiana. Una “delusa” del Movimento mi ha comunicato che i profughi ospitati sulla “Diciotti” provengono in larga parte da Eritrea ed Etiopia. Mi ha detto che in Libia ci sono dei “campi di concentramento” dove sono stipate migliaia di persone e dove spesso le donne subiscono violenze di ogni tipo. Conosco l’Eritrea e l’Etiopia perché ci ho lavorato. In nessuno di questi due paesi ci sono situazioni aperte di conflitto ed anzi le condizioni di vita non sono così male. C’è lavoro per tutti anche se c’è molta povertà ma nessuno muore di fame. La motivazione reale dell’emigrazione è socio economica. Chiunque si trovi in Africa e veda la televisione satellitare dopo aver visto la ricchezza e l’opulenza che trasudano dai nostri video spesso si chiede “cosa ci faccio io qui!!!” e decide di tentare la sorte e di emigrare. Si emigra per trovare condizioni di vita migliori, attratti da una bella macchina, dal desiderio di avere una casa con tutti i confort, insomma di fare la “bella vita”. Non ci si rende conto che l’appagamento di questi desideri si pagherà talvolta con una vita di stenti, di lavoro duro nei campi, talora pagato pochi euro. Eppure la qualità della vita nei villaggi africani talora è buona. Certo non lo è se si calcola in denaro. Denaro ne circola poco e non ci sono i supermercati dove spenderlo !!! Ma le relazioni sociali ed umane sono ottime ed il tempo libero per curare le relazioni familiari e le amicizie infinitamente più lungo di quello che abbiamo noi occidentali. Dipende dunque da come valutiamo la ricchezza. Certo ognuno è libero di tentare la propria fortuna ma la domanda è: Possiamo ospitarli tutti ?? Il cuore direbbe: “perché no” !! La mente risponde: “Ci saranno dei motivi se nessun stato al mondo lo fa”. Ed infatti una cosa sono i migranti politici, che fuggono zone di guerra ed un'altra cosa sono i migranti economici, quelli che cercano una vita migliore. Uno singolo stato non può permettersi di ospitare decine e persino centinaia di migliaia di emigrati economici ogni anno. Ci sono decine di motivi che impediscono questa apertura. Queste cifre astronomiche vanno condivise. Come ha evidenziato il Presidente Conte l’Europa vuole la moneta comune ma per il resto non brilla certo di solidarietà. I profughi della prima nave giunta dopo la formazione del Governo sono stati accolti dalla Spagna ma ora la Spagna non si è fatta avanti, ne si è fatta avanti la Francia o la Germania, e neppure i paesi del nord Europa lontani dalle aree di sbarco. La politica di respingimento del Governo al fine di una condivisione più equa ha però fatto diminuire il numero di migranti. E’ infatti chiaro che una porta aperta, uno stato che non pone limiti all’ingresso, richiama altri migranti. Molti di questi migranti quando giungono in Libia, un paese con immensi problemi socio economici e di stabilità politica, vengono portati in campi di accoglienza che per qualcuno sono dei veri e propri campi di concentramento. Poi chi può paga degli strozzini che lucrano sulla loro pelle e provano a fare la traversata via mare, la stessa traversata che spesso è fatale ed ha generato un numero immenso di morti. Dato che non possiamo ospitare tutti gli emigranti ma solo quelli politici è importante chiudere la porta. In questo modo ci saranno meno persone nei “campi di concentramento” e meno persone che perderanno la vita in mare. Sembra cinico ma è la semplice realtà. Poi ci sono “sciacalli”, non avrei altro termine per indicarli, che si recano sulle navi e dicono che il Governo si comporta male, che non è un comportamento umanitario e magari sono proprio quelli che hanno avallato anni di politiche di rapina verso il terzo mondo, quelli che dicono “o ma quanti patimenti hanno subito queste povere persone” ma dimenticano che l’1% della popolazione mondiale detiene il 99% delle ricchezze del pianeta e che da 1/3 ad ½ dei beni alimentari prodotti vengono gettati nella pattumiera. Dimenticano anche che in Italia ci sono tanti poveri, tante persone che guadagnano pochi euro l’ora, tanti giovani che sulla base di una condizione socio economica disastrosa emigrano verso paesi più ricchi. Sono le stesse persone che su questi problemi girano il volto dall’altra parte". 

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