Sede negata a CasaPound, D'Angelo (Tua Ancona): «Giusto dire no ma valga per tutti»

Sul caso della sala negata a CasaPound interviene anche il consigliere comunale anconetano Italo D'Angelo (La Tua Ancona), che ne fa una questione di ordine pubblico

Italo D'Angelo

"Ritengo che la sala del Consiglio Comunale e la sede stessa del Comune debbano essere sottratte all’uso degli spazi destinati alle manifestazioni elettorali e credo che la disposizione debba valere nei confronti di tutti i partiti e movimenti politici che si presentano alle elezioni". E' questo il succo del discorso del consigliere comunale anconetano Italo D'Angelo (La Tua Ancona), che interviene sulla questione della sala di palazzo del popolo negata a CasaPound. Ma l'ex questore di Pesaro ne fa un questione di ordine pubblico. 

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"Lo dico anche in considerazione della mia pregressa esperienza ,quale dirigente di polizia ,finalizzata al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica. Inutile girarci attorno: autorizzare la concessione della sala comunale a Casapound potrebbe creare problemi di ordine pubblico e favorire scontri tra chi la pensa in maniera diversa e sarebbe assurdo che ciò avvenisse nel cuore della città , magari con bambini e mamme che stanno andando a passeggio. Quindi, che la disposizione abbia valore per tutti e il Comune definisca altri spazi dedicati escludendo, in periodo elettorale, la concessione della sala ove magari nello stesso orario si terrebbero le manifestazioni con gli impiegati che lavorano o dove addirittura in una sala attigua vengono celebrati matrimoni. Mi sembra che il clima elettorale si sia piuttosto riscaldato, sia all’esterno che all’interno dei Gruppi politici. I cittadini hanno invece bisogno, in questo periodo, di prendere una decisione consapevole sul voto, ragionata e soprattutto non condizionata o strumentalizzata dalle gravi vicende  che si sono verificate nella nostra comunità. Ogni forma di violenza verbale o materiale deve essere allontanata dalle Istituzioni  e tutti coloro che svolgono attività politica debbono essere responsabili e ben consapevoli che la nostra Costituzione ripudia ogni forma di violenza , anche quella verbale".

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