Politica

Apre la sede di CasaPound e la politica anconetana si divide 

L’apertura della sede di CasaPound divide la politica anconetana, noi abbiamo raccolto le opinioni dei consiglieri comunali dei vari gruppi

L’apertura della sede di CasaPound in via Jesi, il prossimo 6 ottobre, divide la politica anconetana. L’inaugurazione rischia di fomentare un clima di intolleranza sempre più palpabile a livello nazionale? Allo stesso tempo tuttavia si può negare a priori l’espressione di un pensiero di ultradestra come quello di CasaPound? Abbiamo raccolto le opinioni dei consiglieri comunali dei vari gruppi e le abbiamo presentate in ordine alfabetico.

Marco Ausili (Lega) 

«La polemica di chi è contrario alla sede non la capisco. Nel 2018 non mi appassiona per niente la divisione tra fascisti e antifascisti, mi appassiona molto di più sondare la possibilità di coinvolgere persone di diversa estrazione politica nella lotta contro nemico comune: la deriva globalista, la scelleratezza del capitalismo assoluto e la miseria del pensiero unico. Non vedo utilità nel parlare di antifascismo in assenza di fascismo. Benzina sul fuoco del clima nazionale? C’è un’ intolleranza diffusa che non è giustificabile ma comprensibile, perché siamo andati incontro ad anni di immigrazione incontrollata, di disparità tra italiani e stranieri dal punto di vista del welfare. Sarà lo stesso governo a far superare tutto questo con iniziative in ambito di sicurezza e immigrazione, che secondo me smorzeranno questo clima».

Marco Ausili-4

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