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Chiusure scuole, AIC: «Basta decisioni sulla pelle delle famiglie»

Così il coordinamento di Altra Idea di Città, riguardo l'ordinanza firmata dal sindaco Valeria Mancinelli che chiude tutte le scuole di Ancona dal 2 al 14 marzo

«Dopo l'ordinanza del presidente della Regione Acquaroli che ha disposto la chiusura di tutte le scuole superiori delle Marche e le seconde e terze medie delle province di Ancona e Macerata, oggi, alle sette di sera, la sindaca di Ancona ha comunicato via Facebook che da domani 2 marzo fino al 14 marzo, nel capoluogo saranno chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado e gli asili nido. Quindi in poche ore, i genitori devono organizzarsi per lasciare i figli (ai nonni ovviamente con annessi rischi per la loro stessa incolumità), visto che tutte le altre attività sono aperte e quindi i genitori lavorano». Così il coordinamento di Altra Idea di Città, riguardo l'ordinanza firmata dal sindaco Valeria Mancinelli che chiude tutte le scuole di Ancona dal 2 al 14 marzo. 

«Se la situazione dei contagi è grave (e lo è) come si fa a chiudere asili e scuole e lasciare aperto tutto il resto? Come si fa a tollerare che mentre si chiudono le scuole si fanno inaugurazioni di ipermercati o si permettono mercatini dell'usato in Piazza Pertini? L’aumento dei contagi avviene prevalentemente all'esterno delle scuole dove non esistono controlli di nessun tipo; nei nidi e nelle scuole le regole di distanziamento vengono rispettate. Attualmente inoltre le scuole sono l'unico presidio pubblico che registra i contagi. Chiuse le scuole perderemo anche questi. Se la situazione è grave allora si devono chiudere tutte le attività non essenziali e garantire reddito e sussidi a tutti. Invece questo non si fa. E’ passato un anno dall'inizio della pandemia, se ci troviamo in questa situazione e si chiudono ancora le scuole come in un incubo senza fine ci sono precise responsabilità, perché non è stato mai fatto un tracciamento serio dei contagi (per farlo serve il personale), non si fanno i tamponi, non si sono assunti medici ed infermieri, siamo in gravissimo ritardo sui vaccini a causa delle scelte irresponsabili del governo e dell'UE che hanno privilegiato le multinazionali del farmaco anziché la salute dei cittadini. Ci auguriamo infine che nessun amministratore, locale o nazionale, utilizzi ancora una volta il potere di ordinanza per giocare partite politiche contro chicchessia, sempre sulla pelle della gente».

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