Invasione di Sardine con "Bella ciao" e Mameli: «Nessuna bestia sconfigge la comunità»

Piazza del Papa gremita di Sardine. Applausi per Liliana Segre poi musica e luci: «Portiamo in piazza una rivoluzione culturale»

Sardine in piazza del Papa

Sono arrivate in piazza del Papa ed erano oltre 2 mila. Le Sardine si sono prese la scena nel tardo pomeriggio di Ancona con il look che le ha rese celebri nelle ultime settimane della politica italiana: ritagli di cartone a forma di pesce, in alcuni casi arricchiti con luminarie lampeggianti e cartelli che, nel caso specifico, riportavano lo slogan: «Ancona ‘nse Lega». Lega, sì, perché il principale obiettivo è stata la politica fatta «di populismo e bugie» che i manifestanti attribuiscono a Matteo Salvini e Giorgia Meloni, fresca visitatrice in città in vista delle Regionali. Gli interventi si sono alternati tra il lungo applauso a Liliana Segre e pezzi musicali dal vivo come “I cento passi”, “Bella ciao” e l’inno di Mameli. Proprio l’Italia e la Costituzione sono stati richiamati Fernanda Ripani Recchi, che dal palco ha letto alcuni articoli del Testo per poi aggiungere: «Siamo sardine, siamo Italiani e impediremo a chiunque di farcene vergognare». 

Proposte politiche in vista delle Regionali? No, quelle almeno per ora spettano ad altri, hanno detto i ragazzi che si sono alternati sul pulpito ai piedi della statua di Clemente XII. L’obiettivo dichiarato del movimento è quello di iniziare una trasformazione culturale e comunicativa della politica italiana. Un lavoro dalla base, insomma. «Basta con bersagli a cui tirare frecce, ormai la comunicazione politica è fatta con l’odio e questo ce l’hanno fatto sembrare normale, ma non è così- ha detto la studentessa Elisabetta Colantonio davanti alla piazza gremita- quando ci chiedono per cosa manifestiamo rispondiamo che lo facciamo per un’Italia che non costruisca muri ma ponti». Le proposte le sardine le raccolgono e accolgono: «Restate sulle nostre pagine Facebook e siate propositivi- ha detto Roberto Ugolini- raccogliamo idee per dare una mano a chi sui Sibillini inizia ad avere freddo, aiutiamo la gente del terremoto».

 

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Giorgio Mattiuzzo, uno degli amministratori della pagina Facebook, ha specificato i principali “no” che le sardine urlano all’unisono: «No al fascismo, no all’omofobia, no al razzismo», poi ha richiamato i casi di odio che hanno fatto discutere alcune città marchigiane, tra cui proprio Ancona con la ragazza di colore insultata sull’autobus. Riferimenti anche al ragazzo omosessuale aggredito fuori da una discoteca di Pesaro e alla cena politica di Acquasanta Terme, dove sono comparsi simboli fascisti. «Contestare fascismo, mafia e omofobia non significa essere semplicemente “contro” qualcosa- ha detto Lorenzo Donnoli, uno dei fondatori del movimento- la nostra è la rivincita della gente onesta che crede nella Costituzione, siamo una comunità e nessuna bestia può sconfiggere una comunità». 
 

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